Strategia sulla Biodiversità: il 30% di mari e terre UE saranno aree protette

L’esecutivo UE ha adottato una nuova strategia globale sulla biodiversità per riportare la natura nelle vite degli europei. Timmermans: “La crisi del coronavirus ha dimostrato quanto siamo vulnerabili e quanto sia importante ristabilire l’equilibrio tra attività umana ed ecosistemi”.

Strategia sulla Biodiversità
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Meno fertilizzanti e pesticidi, più alberi piantumati e fiumi in salute: ecco la Strategia sulla Biodiversità 2030

(Rinnovabili.it) – Via libera alla Strategia sulla Biodiversità 2030 dell’Unione Europea, il nuovo piano a lungo termine per “proteggere la natura e invertire il degrado degli ecosistemi”. La Commissione l’ha adottato oggi in parallelo con “Farm to Fork”, la strategia dedicata a rendere più sostenibile il settore agroalimentare. Entrambi i progetti fanno parte del pacchetto di iniziative promesse con il Green Deal di Ursula von Der Leyen. Ed entrambi cercano di preservare l’equilibrio tra attività umane e ambiente naturale.

“La crisi del coronavirus ha dimostrato quanto siamo vulnerabili e quanto sia importante ristabilire questo equlibrio”, ha dichiarato Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo. “Queste strategie sono una parte cruciale della grande transizione che stiamo intraprendendo”.

GLI OBIETTIVI PRINCIPALI

La nuova strategia sulla biodiversità mira a ripristinare patrimonio biologico in Europa entro il 2030, migliorando l’attuazione della normativa vigente e definendo  nuovi impegni, misure, obiettivi e meccanismi di governance. A partire dalla trasformazione di almeno il 30% delle terre e dei mari d’Europa in aree protette gestite efficacemente. L’obiettivo è quello di basarsi sulle aree Natura 2000 esistenti, integrandole con zone protette a livello nazionale.

Altro elemento chiave della Strategia sulla Biodiversità: ripristinare ecosistemi degradati che versano in condizioni precarie riducendo le pressioni sulla biodiversità. Nella pratica ciò richiederà elaborare un nuovo quadro giuridico e target vincolanti. In questo contesto la Commissione europea propone di

  • migliorare lo stato di conservazione di almeno il 30% degli habitat e delle specie UE il cui stato non è oggi soddisfacente;
  • recuperare almeno 25.000 km di fiumi a scorrimento libero;
  • arrestare e invertire il declino degli uccelli e degli insetti presenti sui terreni agricoli, in particolare gli impollinatori;
  • ridurre l’uso e i rischi dei pesticidi chimici in genere, dimezzando quali più pericolosi;
  • adibire almeno il 25% dei terreni coltivabili all’agricoltura biologica, migliorando la diffusione delle pratiche agroecologiche;
  • ridurre di almeno il 20% l’uso di fertilizzanti;
  • piantare almeno 3 miliardi di alberi, nel pieno rispetto dei principi ecologici, e proteggere le foreste primarie e antiche ancora esistenti;
  • evitare le “catture accessorie” di specie protette o ridurle a un livello che consenta il pieno recupero delle popolazioni.

“La natura è vitale per il nostro benessere fisico e mentale, filtra l’aria e l’acqua, regola il clima e impollina le nostre colture”, ha commentato Virginijus Sinkevičius, Commissario all’ambiente. “Ma ci stiamo comportando come se non avesse importanza e la stiamo perdendo a un ritmo senza precedenti. Questa nuova strategia sulla biodiversità si basa su ciò che ha funzionato in passato e aggiunge nuovi strumenti che ci porteranno su un percorso verso la vera sostenibilità, con vantaggi per tutti”.

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