Dieci trend chiave sul clima 2020 per l’Italia

Calano le emissioni di gas serra, cresce il segmento elettrico ma le rinnovabili rimangono al palo. E il territorio si “riscalda” sempre più

clima 2020
Foto di Etienne Marais da Pixabay

Le performance climatiche dell’Italia nel primo anno della pandemia

(Rinnovabili.it) – “Gli eventi generati dalla crisi climatica sono sempre più drammatici“, con queste parole Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile ha presentato stamane l’ultimo dossier di Italy for climate. Come è facile intuire, l’argomento cardine del rapporto è il climate change. O meglio, le tendenze nazionali che hanno inciso sul clima 2020. I

l documento individua 10 trend chiave per lo scorso anno, evidenziando “buone” e “cattive” notizie. E restituendo un quadro poco rassicurante. A fronte infatti di alcuni dati positivi, legati perlopiù alle restrizioni anti COVID-19, la situazione complessiva è migliorata ben poco. Ad esempio sono diminuiti i consumi energetici e di conseguenza le emissioni di CO2 ma il merito è del blocco delle attività economiche nei primi mesi di pandemia. Nel 2020, infatti, il consumo energetico finale lordo coperto da rinnovabili è nuovamente diminuito. Secondo le stime del GSE siamo passati da 21,9 a 21,5 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio). Una flessione da attribuire alle ridotte performance nei comparti termico e trasporti.

Leggi anche Quattro paesi ci spingono verso +5°C di riscaldamento globale

Non solo. La nuova capacità verde installata ormai no raggiunge più il GW annuale. Ma il dato forse più interessante è quello più strettamente legato al clima 2020: in Italia la temperatura è aumentata più della media mondiale. Registrando ben 1.272 eventi estremi legati al climate change.

I 10 trend che inquadrano le performance sul clima 2020 dell’Italia

  1. Nel 2020 con la pandemia l’economia italiana ha subito la più grave recessione dal dopoguerra a oggi, con il Pil in picchiata -8,9% e la produzione industriale che nel lockdown è scesa di quasi il 45%. 
  2. In trent’anni si è registrato appena metà del taglio delle emissioni di gas serra necessario al 2030, nel 2020 -27% rispetto al 1990. L’Italia, nonostante gli effetti della pandemia, è quindi lontana dall’obiettivo europeo  del -55% al 2030 e dalla neutralità climatica entro metà secolo. Nel  2020 le emissioni sono diminuite del 9,8% rispetto all’anno precedente.
  3. Calano tutti i consumi energetici, ma la pandemia colpisce in modo particolare i combustibili per i trasporti (-16%) e il carbone (-27%), in particolare quello per la produzione di elettricità.
  4. Le rinnovabili non crescono da quasi un decennio e nel 2020 il consumo di energia rinnovabile è nuovamente diminuito: – 400 mila tonnellate equivalenti di petrolio. 
  5. I nuovi impianti per la generazione elettrica da rinnovabili sono fermi al palo: in un anno installati circa 1.000 MW, ne servirebbero almeno 7.000. In Europa nel 2020 sono stati installati oltre 30.000 MW, con Germania, Spagna e Francia in prima linea.
  6. La produzione di energia elettrica da carbone ai minimi storici, con l’obiettivo del completo phase-out entro il 2025 che non sembra più irraggiungibile, e le emissioni specifiche del kWh elettrico non sono mai state così basse, 258 gCO2/kWh. 
  7. Calano gli spostamenti privati (-20% rispetto al 2019), cambiano un po’ le abitudini alla mobilità delle persone che vanno di più a piedi e in bicicletta, triplica lo smartworking +200%. 
  8. Boom di vendite di auto ibride ed elettriche che arrivano a coprire quasi il 20% del mercato, crollo di diesel e benzina (-40%). Tornano a diminuire le emissioni dei nuovi veicoli. 
  9. Rebound: con la fine delle restrizioni, il periodo estivo, tornano subito a crescere consumi ed emissioni che raggiungono già livelli pre-crisi 
  10. La crisi climatica morde in Italia: le temperature crescono più che nel resto del mondo +2,4 C° e si moltiplicano gli eventi estremi. censiti per l’Italia quasi 1.300 eventi meteorologici estremi connessi al cambiamento climatico. Si tratta del valore più alto mai registrato dopo l’anno record 2019, dal 2008 si sono moltiplicati otto volte e questa è la tipologia: +480% i tornado, +580% le piogge intense e le bombe d’acqua, +1.100% le grandinate e +1.200% le raffiche di vento.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui