Il Mediterraneo è diventato un hotspot per gli incendi boschivi

Copernicus Atmosphere Monitoring Service sta monitorando da vicino la regione e oggi lancia l’allarme: registrata un’intensificazione rapida nelle emissioni e nella intensità degli incendi

incendi boschivi
via depositphotos.com

Le ondate di calore che stanno colpendo l’Europa meridionale aumentano il rischio di incendi boschivi

(Rinnovabili.it) – Gli incendi boschivi che da giorni stanno tormentando Turchia, Italia e altri Paesi dell’area mediterranea, sono visibili anche dallo spazio. A immortalarli, le immagini satellitari di Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS), il servizio di monitoraggio del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine. E mentre le fiamme hanno fatto temere il peggio per la centrale termoelettrica turca di Kemerkoy, e i vigili del fuoco italiani sono quotidianamente impegnati su oltre 500 interventi, CAMS fornisce un quadro complessivo su estensione, danni e rischi.

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Quello che salta subito all’occhio dai dati del servizio, è la maggiore intensità del fenomeno. Gli incendi boschivi che stanno colpendo l’Europa meridionale, bruciano e inquinano più di quelli passati. I dati CAMS evidenziano che la Potenza Radiativa di Fuoco (FRP) – ossia la misura del tasso di produzione di calore radiante di un incendio – ha raggiunto in Turchia livelli giornalieri senza precedenti.

E se le vittime, i danni naturali e le evacuazioni di masse non dovessero essere abbastanza, gli incendi boschivi sono pronti a lasciare un’ulteriore impronta sull’ambiente. Come? Emettendo grandi quantità di fumo in atmosfera. Le previsioni per la Aerosol Optical Depth (misura dell’arresto dei raggi solari da parte di polvere e foschia) e le concentrazioni superficiali di PM2.5 fornite da CAMS, indicano valori elevati in Turchia e nell’area del Mediterraneo orientale. Un problema difficile da contenere ulteriormente aggravato dall’ondate di calore che stanno colpendo in maniera intensificata l’area. Oggi a bruciare sono anche Marocco, Albania, Grecia, Nord Macedonia e Libano.

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“Stiamo monitorando da vicino l’intensità” del fenomeno “[…] e gli impatti sull’atmosfera”, spiega Mark Parrington, Senior Scientist dell’ECMWF Copernicus Atmosphere Monitoring Service. “È particolarmente importante osservare da vicino questi incendi ad alta intensità poiché il fumo che emettono può avere un impatto sulla qualità dell’aria a livello locale e sottovento. I nostri dati forniscono informazioni pressoché in tempo reale sull’intensità degli incendi e sugli impatti su scala più ampia, come ad esempio gli effetti che le loro emissioni di fumo hanno sulla qualità dell’aria”.

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