Quest’anno il rischio incendi estivi riguarda tutta Europa

L’European Forest Fire Information System lancia l’allarme: dopo una primavera insolitamente calda, il clima secco dei prossimi mesi metterà in pericolo anche le regioni centrali e settentrionali

incendi estivi
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A fine aprile già registrati 944 incendi boschivi in Europa

(Rinnovabili.it) – Si alzano le temperature e la paura degli incendi estivi torna ad affliggere l’Europa mediterranea. Quest’anno, però, a mantenere alta la guardia dovranno essere anche  le regioni centrali e settentrionali del Vecchio Continente. Nessun territorio, infatti, sarà realmente immune dal pericolo dei roghi. A lanciare l’allarme è il sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi (EFFIS), ente che fa parte dei servizi di gestione delle emergenze nell’ambito del programma UE Copernicus.

Gli esperti dell’EFFIS si riuniscono regolarmente due volte all’anno, in primavera e in autunno, ossia prima e dopo la principale stagione dei roghi, con l’obiettivo di fornire alla Commissione europea una valutazione puntuale di rischi e danni possibili. Le previsioni per questo 2020 sono poco rassicuranti. Il clima caldo secco, che ha caratterizzato anche i mesi primaverili, potrebbe causare incendi estivi anche in aree storicamente meno a rischio e tradizionalmente più umide e fredde.

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Un primo assaggio lo abbiamo ricevuto già nelle settimane passate. Alla fine di maggio, l’Effis aveva già registrato 944 roghi boschivi per un totale di oltre 147mila ettari interessati; con picchi in Romania e Francia. In realtà, il dato è notevolmente inferiore rispetto a quello 2019, quando andarono in fumo ben 250.000 ettari di territorio nei primi 4 mesi dell’anno. Tuttavia secondo la Commissione europea, la situazione peggiorerà in maniera preoccupante durante l’estate.

incendi boschivi

“Si prevede che questa stagione degli incendi sarà superiore alla media dal 2008 a oggi per quanto riguarda il numero di roghi e le aree bruciate in Europa”, ha dichiarato Janez Lenarcic, commissario europeo responsabile della crisi, riferendosi al periodo tra giugno e settembre. Al momento non è possibile stimare la portata del pericolo, né sapere se il 2020 supererà per danni il 2019. Ma Bruxelles è convinta che il rischio di estesi incendi estivi sia elevato per tutti i Paesi, a causa del clima secco. “Le aree soggette agli incendi boschivi –  ha aggiunto Lenarcic –  non sono più solo nella parte meridionale dell’Europa, ma anche in quella centrale e persino nei territori settentrionali”.

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