I tropici si stanno espandendo, la colpa è del riscaldamento dell’oceano subtropicale

Gli esperti dell’Awi spiegano che la colpa è dei cambiamenti climatici se le aree calde e secche stanno puntando verso Nord e verso Sud.

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Foto di poszarobert da Pixabay

di Tommaso Tetro

(Rinnovabili.it) – I tropici si stanno espandendo e la colpa è del riscaldamento dell’oceano subtropicale. Sulla scia dei cambiamenti climatici – spiegano gli esperti dell’Awi (l’Alfred Wegener Institut) – per offrire una spiegazione della situazione partono dai fenomeni degli incendi in California, di quelli in Australia, della siccità nel Mediterraneo, che ormai sono sempre più frequenti. Finora la scienza infatti si concentrava principalmente sui processi atmosferici (tipo un cambiamento nella concentrazione di ozono o negli aerosol; oppure che le fluttuazioni climatiche naturali che si verificano ogni pochi decenni fossero responsabili dell’espansione dei tropici) per spiegare l’allargamento della fascia dei tropici. In questo modo le aree, che finiscono sotto questa lente, diventano più calde e secche.

I tropici, che ufficialmente si estendono attraverso l’equatore tra le latitudini di 23 gradi nord e 23 gradi sud, hanno una zona centrale umida, con abbondanti precipitazioni; mentre le regioni ai margini a nord e a sud sono calde e secche. Ma semplicemente adesso si è capito che a causa dei cambiamenti climatici queste regioni aride si stanno espandendo verso nord nell’emisfero settentrionale, includendo la California meridionale, e verso sud nell’emisfero meridionale. Finora però la spiegazione non veniva fornita dai modelli climatici degli scienziati, perché non mostravano l’entità e le caratteristiche dell’espansione tropicale. Adesso la possibile causa è stata individuata da esperti dell’Awi, dell’Helmholtz center for polar and marine research di Bremerhaven – che nel Journal of geophysical research atmospheres – riportano che la ragione è un riscaldamento alterato dell’oceano.

Le simulazioni – afferma Hu Yang, autore principale dello studio – mostrano che un aumento del riscaldamento sull’oceano subtropicale sia nell’emisfero settentrionale che in quello meridionale sono i fattori principali”. Modelli che – viene osservato – sono generati dai vortici oceanici subtropicali, che misurano diverse centinaia di chilometri di diametro, che ruotano lentamente, e sono già note per via dell’accumulo di rifiuti, specie di quelli in plastica. L’acqua che ruota è facile che riscaldi la superficie del mare in modo particolarmente intenso, rispetto ad altre regioni, per lo stesso ragionamento che vale per la plastica. Il risultato è che come prodotto dell’oceano subtropicale anche le regioni oceaniche calde tropicali si stanno espandendo. Un processo che in passato veniva attribuito a un approccio troppo complicato mentre la questione è relativamente semplice, e coinvolge le correnti oceaniche.

La sintesi è che dall’analisi dei modelli climatici i tropici stanno ampliando i propri limiti più a nord e più a sud. Cioè stanno puntando verso i poli. E nell’emisfero Sud, quello australe, gli effetti sono ancora più evidenti, dal momento che l’oceano occupa una maggiore superficie complessiva rispetto all’emisfero Nord, quello boreale.

Eppure secondo Gerrit Lohmann non può ancora esserci una risposta definitiva; si può invece presumere che le correnti oceaniche e l’espansione dei tropici rendano più probabile fenomeni di siccità e eventi meteo estremi come gli uragani.

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