Compagnie petrolifere: quali obiettivi per il clima?

Le politiche climatiche dei grandi produttori europei di petrolio e gas variano considerevolmente in termini di portata, tempi e dettagli. Tuttavia, sembrano essere (almeno su carta) molto più avanti dei loro colleghi statunitensi.

Compagnie petrolifere
Credits: SatyaPrem da Pixabay

 

Reuters mostra le divergenze tra gli obiettivi climatici delle grandi compagnie petrolifere europee.

 

(Rinnovabili.it) – Le principali compagnie petrolifere e di gas d’Europa, che rappresentano circa il 7% del consumo globale di greggio, si sono impegnate a raggiungere obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Tuttavia, questi obiettivi variano considerevolmente in termini di portata, tempi e dettagli, il che rende difficile il confronto da parte degli investitori. In una sua analisi, Reuters mostra quali potrebbero essere gli effetti delle politiche climatiche di alcune di queste grandi aziende.

 

Prendendo in considerazione gli obiettivi ambientali di British Petroleum (BP), una delle compagnie petrolifere che hanno recentemente dichiarato di voler raggiungere le zero emissioni entro il 2050, l’agenzia di stampa mostra che l’obiettivo del cosiddetto ‘zero netto’ non copre i prodotti grezzi e raffinati che BP commercializza. Le emissioni della società, dal pozzo al tubo di scarico delle autovetture, ammontano a circa 415 milioni di tonnellate di biossido di carbonio equivalenti all’anno. Parliamo di un numero pari alle emissioni dell’intera Gran Bretagna.

 

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Tuttavia, il numero totale delle emissioni dovute ai prodotti di BP che vengono commercializzati da altri produttori è molto più grande del numero di emissioni dovuto alla produzione di petrolio e gas da parte dell’azienda. Si parla di circa 1 miliardo di tonnellate. In quest’ultimo caso, la società ha dichiarato un impegno diverso, volto a dimezzare entro il 2050 la densità di carbonio di tutta l’energia che commercia. Tuttavia, così formulato questo obiettivo consente alla società di aumentare le emissioni assolute se aumentano i volumi venduti.

 

Tra le compagnie petrolifere, anche Equinor si è impegnata a dimezzare entro il 2050 l’intensità delle emissioni dei prodotti energetici che produce e vende. Tuttavia, il metodo scelto dalla compagnia si basa su un calcolo differente rispetto a quello di BP, poiché la riduzione delle emissioni prende in considerazione l’intera produzione di petrolio e gas, piuttosto che il solo volume del carburante che vende. Eni, dal canto suo, si è impegnata a dichiarare un obiettivo climatico che vedrà una riduzione dell’80% delle proprie emissioni assolute da tutti i prodotti che vende, e ha dichiarato che la sua produzione di petrolio potrebbe ridursi a partire dal 2025.

 

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Tutti questi obiettivi, però, dipendono almeno in parte dalla capacità di compensazione, la cui disponibilità è limitata soprattutto dalla tecnologia di cattura e stoccaggio del carbonio, attualmente non impiegata su scala commerciale e in fase di crescita. Tuttavia, le ambizioni climatiche delle grandi compagnie petrolifere e di gas europee sembrano essere, almeno su carta, molto più avanti dei loro colleghi statunitensi ExxonMobil, Chevron e ConocoPhillips.

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