Greenpeace: nell’abbigliamento sportivo tracce di sostanze tossiche

Esaminando indumenti di differenti marche d’abbigliamento sportivo Greenpeace ha riscontrato la presenza di sostanze tossiche pericolose per la salute

Greenpeace abbigliamento outdoor(Rinnovabili.it) – Ingaggiati da Greenpeace due laboratori d’analisi hanno testato differenti capi sportivi di noti marchi d’abbigliamento arrivando ad una preoccupante conclusione. Negli indumenti di The North Face, Patagonia, Adidas e Salewa è stata rilavata la presenza di sostanze tossiche tra cui perfluorinatiperfluorocarburi (PFCs), che possono avere influenza negativa sulla fertilità, danneggiare la tiroide e inquinare l’ambiente.

 

“Le aziende di abbigliamento outdoor usano, molto spesso, le immagini di una natura selvaggia e incontaminata nella loro pubblicità, eppure i loro prodotti contengono sostanze pericolose che contaminano persino la neve in alta montagna. Non è un problema solo dei Paesi dove si trovano le industrie tessili. Il nostro studio dimostra sostanze come i PFC, altamente volatili, evaporando, viaggiano anche nell’aria che respiriamo oltre che nell’acqua, quando facciamo il bucato” spiega Chiara Campione, Project Leader di “The Fashion duel” di Greenpeace Italia.

 

Grave anche la presenza di ftalati, che sono interferenti endocrini, e di nonilfenoli anche nelle giacche impermeabili e in altri capi d’abbigliamento di uso quotidiano.

“A volte compriamo una giacca ultratecnica, adatta per un’arrampicata in alta montagna, quando ci serve solo per una passeggiata al parco. Cerchiamo di scegliere oculatamente, anche in occasione delle compere natalizie. Una giacca priva di sostanze tossiche è comunque sempre una scelta saggia” commenta Campione.

Consapevoli della presenza di sostanze tossiche nell’abbigliamento sportivo Greenpeace ha chiesto ai produttori l’eliminazione dei PFC facendo anche riferimento alla precedente campagna di sensibilizzazione del 2011 Detox.