Inquinamento dell’acqua: la risposta è il papiro

L’ecologo John Gaudet sottolinea l’importanza del papiro come depuratore naturale delle acque. Svolge un’azione di filtraggio anti inquinamento

Inquinamento dell’acqua la risposta è il papiro-(Rinnovabili.it) – Perché non usiamo il papiro per combattere l’inquinamento? Se lo è chiesto John Gaudet, ecologo e attivista statunitense che ha pubblicato un libro intitolato “The Plant that Changed the World”, appena uscito nel suo Paese. Il testo si focalizza sulla pianta che cresce lungo le sponde del Nilo e ne rivela le proprietà che lo rendono un filtro naturale contro l’inquinamento delle acque. Partendo da lontano, e ripercorrendo tutta la storia del papiro dall’antichità ad oggi, Gaudet suggerisce di studiare più da vicino la pianta dei faraoni, perché potrebbe diventare fondamentale in alcuni stati africani per affrontare i problemi ecologici dei loro territori. La contaminazione delle acque, infatti, mette in pericolo le popolazioni, che non godendo nella maggior parte dei casi di impianti di depurazione, rischiano la vita. Così come la flora e la fauna circostante, per cui è impossibile sopravvivere una volta privata di un elemento così fondamentale.

 

L’azione di filtraggio del papiro, secondo l’autore, può essere resa efficiente scavando una moltitudine di canali, così da prolungare il passaggio delle acque. Esse scorrono tra le foglie di queste piante, che trattengono gli inquinanti, come avviene nel Lago Vittoria e nel lago Manzala.

 

John Gaudet ha alle spalle una storia piuttosto autorevole, ed è probabile che la sua idea non sia poi così peregrina: oltre al dottorato di ricerca conseguito all’Università della California (Berkeley) può vantare finanziamenti per i suoi studi da parte della National Geographic Society. Grazie alle sue ricerche ha potuto viaggiare per 17 anni in Uganda, Kenia, Sudan Etiopia e tante altre zone del continente nero. Il suo lavoro è finito su Nature, sulla BBC, e ultimamente sul Washington Post.

«Sono rimasto molto sorpreso che il papiro sia stato così poco studiato – dichiara alla testata americana – Questa pianta ha significato così tanto nella storia del mondo, eppure nessuno sembra sapere quanto sia importante. Finché non scomparirà…».

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