Inquinamento da carbone, l’Unione Europea continua a sostenerlo?

E’ attesa per lunedì la posizione di Bruxelles in merito al sostegno economico delle centrali termoelettriche fuori dai confini comunitari

Inquinamento da carbone, l’Unione Europea continua a sostenerlo?

 

(Rinnovabili.it) – Oggi, in Europa, le circa 300 centrali a carbone attive sul territorio rilasciano anche il 70% degli ossidi di zolfo e più del 40% degli ossidi di azoto del settore elettrico, circa la metà di tutte le emissioni industriali di mercurio e un terzo di quelle di arsenico. Nonostante i dati sull’inquinamento da carbone sembrerebbe che per l’UE sia apparentemente impossibile dire addio a questo combustibile a cui deve oltre un quarto dell’energia elettrica consumata a livello comunitario. A dimostrare l’attaccamento è da ultimo anche la proposta di direttiva sul Carbon Capture and Storage (CCS), sui cui sta lavorando in questi giorni l’esecutivo europeo.

 

Contestualmente c’è da chiedersi cosa ci sarà da aspettarsi ora che Bruxelles dovrà decidere la propria posizione sui crediti all’esportazione. I paesi OCSE stanno infatti negoziando su come fermare questa forma di sostegno finanziario prima della prossima Conferenza sul clima (la cop 21 di Parigi) e il prossimo lunedì un gruppo di lavoro di funzionari dei Ministeri europei delle Finanze dovrà presentare la posizione UE sul sostegno economico agli impianti di produzione elettrica a carbone installati fuori dai confini europei. La proposta messa sul tavolo dalla Commissione europea sarebbe quella di bandire semplicemente il sostegno per un tipo obsoleto di impianti a carbone che in realtà sono già superati, dunque, di fatto, già fuori mercato. “La proposta della Commissione è solo uno specchietto per le allodole – ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima&Energia del WWF Italia – ed è una conseguenza di ciò che il mercato stesso ha già deciso. Nel frattempo si continua di fatto a finanziare l’inquinamento da carbone. E’ un gesto in palese contraddizione rispetto agli impegni più volte sollecitati dall’Unione Europea di rendere ‘green’ l’economia ed evitare il cambiamento climatico pericoloso. Invece di discutere di standard superflui e deboli, il Consiglio dovrebbe seguire la politica impostata dalla Banca Europea per gli Investimenti che ha stabilito limiti stretti di emissioni di gas serra”.

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