Ok definitivo per il rilascio nell’oceano dell’acqua di Fukushima

Ieri l’autorità giapponese per l’energia nucleare ha approvato il piano di Tepco per smaltire in mare il liquido di raffreddamento del nocciolo fuso dell’impianto di Dai-Chi. Era l’ultimo passaggio, dopo che ad aprile è arrivato anche il via libera dell’AIEA

Fukushima: l’acqua radioattiva sarà versata nell’oceano
Esperti dell’IAEA supervisionano le cisterne contenenti acqua contaminata a Fukushima Daiichi. Foto credit Greg Webb / IAEA – flickr

A Fukushima sono stoccate 1,27 mln di t di acqua radioattiva

(Rinnovabili.it) – Il piano per rilasciare in mare l’acqua contaminata e trattata di Fukushima fa un altro passo avanti. Ieri la proposta di Tepco, l’azienda che gestisce la centrale nucleare giapponese devastata dal terremoto e dallo tsunami del 2011, ha ricevuto l’ok dall’autorità nazionale che regola l’energia atomica. Si tratta dell’ultimo passaggio sostanziale nell’iter di approvazione del piano, anche se formalmente il via libera definitivo arriverà solo a luglio dopo la valutazione delle opinioni sottoposte da associazioni e privati, fa sapere il capo dell’autorità Toyoshi Fuketa.

Con il rilascio dell’acqua contaminata di Fukushima, previsto nella primavera del 2023, si chiuderà un capitolo molto spinoso del dossier di decommissioning della centrale. Durante gli ultimi 12 anni il nocciolo fuso dei reattori distrutti è stato costantemente raffreddato con acqua, poi stoccata in cisterne nei pressi dell’impianto. Ora la capacità sta arrivando al limite e la soluzione individuata da Tepco è sversare nell’oceano tutte gli 1,27 milioni di tonnellate di liquido.

Leggi anche Tokyo ha deciso: verserà in mare l’acqua radioattiva di Dai-Chi

Prima di finire nell’oceano, l’acqua contaminata sarà trattata per eliminare tutti gli elementi radioattivi (salvo il trizio, un isotopo dell’idrogeno troppo piccolo per essere catturato) e poi diluita con acqua di mare fino a ottenere un livello di radioattività 40 volte inferiore ai limiti imposti dalla legge giapponese. Il rilascio avverrà tramite un tunnel sottomarino, ancora da costruire, lungo circa 1 chilometro.

L’ok dell’autorità per l’energia nucleare arriva poche settimane dopo l’approvazione del piano da parte dell’Autorità internazionale per l’energia atomica. Il direttore dell’AIEA, Rafael Grossi, proprio oggi visiterà l’impianto di Dai-chi e proverà a rassicurare gli scettici. L’Agenzia monitorerà l’intera fase di rilascio e tra le misure per tranquillizzare i paesi vicini c’è proprio la partecipazione come osservatori al processo. Da poco la Corea del Sud, che insieme alla Cina è il paese che più si oppone al rilascio dell’acqua di Fukushima, ha fatto sapere che parteciperà al monitoraggio AIEA. Restano invece alcune voci di dissenso interne, come quella di Yoshihiro Murai, il governatore della prefettura di Miyagi, adiacente a quella di Fukushima, che chiede ancora a Tepco di esplorare alternative al rilascio in mare.

Leggi anche La strategia di Tokyo per zittire chi critica il rilascio in mare dell’acqua di Fukushima

Articolo precedenteRaffrescamento passivo più efficiente grazie alla schiuma a base di legno taglia-bollette
Articolo successivoSolar Strategy UE, una scommessa da 600 GW fotovoltaici al 2030

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui