Lo smog nelle città torna ai livelli prima del Covid, Milano è già oltre

Il rapporto del Kyoto club e del Cnr ‘MobilitAria’ che analizza i dati della mobilità e della qualità dell’aria al 2020 nelle 14 città metropolitane e nelle 22 città di medie dimensioni del nostro Paese. Per il Kyoto club il Pnrr del governo Draghi “non costituisce una strategia efficace per la svolta, verso la mobilità urbana e la decarbonizzazione dei trasporti”. La proposta di ripartire 41,15 miliardi su mobilità urbana e regionale (29,7 miliardi), elettrificazione (7,95 miliardi) e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali (3,5 miliardi)

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Foto di Beth Thomas da Pixabay

di Tommaso Tetro

(Rinnovabili.it) – Lo smog nelle città torna ad aumentare, e si porta verso le soglie prima del Covid-19. Con Milano che è già oltre quei livelli. E’ il dato che emerge dal rapporto ‘MobilitAria 2021’ realizzato dal Kyoto club e dall’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Cnr, secondo cui dalla seconda metà del 2020 le emissioni legate al settore della mobilità e il traffico sono tornati ad aumentare “con il rischio di un ritorno al business-as-usual pre-Covid”; mentre a Milano i valori delle concentrazioni degli inquinanti nel 2020 sono già più alti del 2019.

“Questa fase di sospensione della normalità può essere impiegata per la pianificazione di una mobilità davvero sostenibile – osserva il direttore dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Cnr, Francesco Petracchini – è necessario accelerare sulle misure e prepararci alla revisione della normativa verso nuovi limiti e inquinanti, agire per l’adozione della strategia nazionale sull’inquinamento atmosferico e potenziare gli studi scientifici per la comprensione delle cause e dell’effetto dell’inquinamento atmosferico sul nostro territorio”.

Nello studio vengono analizzati i dati della mobilità e della qualità dell’aria al 2020 nelle 14 città metropolitane e nelle 22 città di medie dimensioni del nostro Paese, dove è stato approvato il Piano urbano per la mobilità sostenibile (Pums). In tutte le città si registra una diminuzione delle concentrazioni di biossido di azoto (NO2), a parte Milano dove cresce del 7%. Secondo il rapporto – che spiega come questo “decremento” sia “connesso con la riduzione delle emissioni del comparto mobilità soprattutto nei primi mesi di lockdown dovuto alla epidemia da Covid-19” – le maggiori riduzioni si sono avute a Cagliari (meno 38%) e Catania (meno 37%); segue Palermo con un meno 31%. Sulle polveri sottili, le PM10, sono molte le città che superano la soglia limite giornaliera per la salute, cioè 35 sforamenti nell’arco di un anno:  Torino (98 superamenti), Milano (90), Venezia (88), Napoli (57) e Cagliari (38); e anche Bologna e Roma tornano a superare il limite. Quanto alle polveri sottilissime, le PM2,5, non ci sono criticità per nessuna delle città prese in considerazione.

Per il Kyoto club il Pnrr del governo Draghi “non costituisce una strategia efficace per la svolta, verso la mobilità urbana e la decarbonizzazione dei trasporti. La proposta del Kyoto club e Transport & environment è di ripartire 41,15 miliardi su tre ambiti prioritari: mobilità urbana e regionale (29,7 miliardi), elettrificazione (7,95 miliardi) e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali (3,5 miliardi)”. Le città e la mobilità urbana – fa presente la coordinatrice del gruppo di lavoro ‘mobilità sostenibile’ del Kyoto club, Anna Donati – continuano ad essere i grandi assenti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), anche in quello presentato dal governo Draghi: sono davvero insufficienti le risorse dedicate alle nuove reti tramviarie, metropolitane (3,6 miliardi) e per nuovi autobus (3 miliardi); sono limitate le risorse per la mobilità ciclabile (600 milioni). Per gli investimenti ferroviari – continua Donati – a cui il Pnrr conferisce 26 miliardi, si dedica alle reti locali regionali e ai pendolari solo il 30% delle risorse, mentre il resto è impiegato per l’Alta velocità, in particolare per il Nord. Resta marginale l’obiettivo della elettrificazione dei trasporti”.

Le città di grandi e medie dimensioni – viene rilevato nel rapporto – si stanno riorganizzando per essere sempre più green puntando su piste ciclabili e trasporto pubblico. C’è un’esplosione della micro-mobilità con mezzi elettrici come bici, monopattini e scooter. Anche se – avverte lo studio – serve la spinta del Pnrr per “la rincorsa contro il tempo verso la decarbonizzazione”. Tra le migliori pratiche sulle piste ciclabili ci sono Torino (con più 11 chilometri di strade per le due ruote a pedali), Milano (con 67 km), Venezia (con 18 km), Bologna (con 16 km), Genova (con 25 km), Roma (con 33 km), Palermo (con 4 km), Cagliari (con 11 km). Diminuisce il car sharing in quasi tutte le città, mentre le bici a noleggio continuano a tenere. Le diminuzioni in questi due ambiti si sono registrate a Milano, Genova, Firenze, Roma; sono invece aumentate a Torino, Venezia, Genova, Firenze, Palermo. Per quanto riguarda le auto, il tasso di motorizzazione è invariato nella maggior parte delle città del Nord e Centro, mentre è cresciuto al Sud.

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