MINNI, analisi e previsione dell’inquinamento atmosferico

MINNI, il sistema ENEA di analisi e previsione dell’inquinamento atmosferico entra a far parte del Consorzio CAMS2_40. La presenza italiana nel Consorzio accanto agli altri modelli di rilevazione europei aumenta la sensibilità nei confronti delle problematiche mediterranee della qualità dell’aria

Credits: Enea

(Rinnovabili.it) – Dopo un periodo di prova durato tre anni (2019-2021), il sistema ENEA di analisi e previsione dell’inquinamento atmosferico MINNI (Modello Integrato Nazionale a supporto della Negoziazione Internazionale sui temi dell’Inquinamento Atmosferico) entra a far parte del Consorzio CAMS2_40.

CAMS2_40 sta per Copernicus Atmospheric Monitoring Service, il codice 2_40 indica sia il progetto sia il gruppo di modelli che esegue quotidianamente la previsione di qualità dell’aria a 4 giorni su tutta l’Europa.

MINNI si unisce agli altri modelli di rilevazione europei

Il Consorzio CAMS immette 350 milioni di rilevazioni ogni 12 ore per un totale di 1,4 terabyte di nuovi dati prodotti ogni giorno. Cento milioni di persone visualizzano queste informazioni sulla qualità dell’aria tra aziende, enti pubblici, ricercatori e cittadini.

Copernicus Atmospheric Monitoring Service è gestito dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF) per conto della Commissione Europea.

MINNI si unisce agli altri dieci modelli che monitoreranno la qualità dell’aria in Europa che dipendono da Francia (che ha due modelli diversi), Norvegia, Germania, Paesi Bassi, Svezia, Finlandia, Danimarca, Polonia, Spagna.

Maggiore sensibilità alle problematiche mediterranee

Mario Adani, responsabile per ENEA nel Consorzio CAMS2_40, spiega perché è importante la presenza di MINNI in questo gruppo: «È un miglioramento ad ampio raggio in quanto il Sud dell’Europa sarà finalmente rappresentato all’interno del consorzio con un modello italiano e uno spagnolo.

Questo significa una maggiore sensibilità verso le problematiche tipicamente mediterranee della qualità dell’aria, come gli alti livelli di ozono in estate, l’hotspot della Pianura Padana e l’ingresso delle sabbie sahariane».

Aumentare i modelli di previsione della qualità dell’aria diminuisce l’incertezza nei valori di inquinamento calcolati dall’insieme dei modelli.

Nel caso si verificassero problemi di esecuzione della previsione quotidiana da parte di uno o due modelli di calcolo, l’ensemble risultante dall’elaborazione degli altri membri rimane ancora statisticamente solido.

MINNI è il modello di riferimento nazionale per il Ministero della Transizione Ecologica, ovvero è in grado di supportare il processo di reporting dei dati e l’elaborazione di scenari nazionali di qualità dell’aria, previsti dalle direttive europee.

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Previsione su scala regionale

MINNI esegue analisi quotidiane degli inquinanti atmosferici e fornisce previsioni giornaliere a 4 giorni delle principali concentrazioni di gas e particolati negli strati più bassi dell’atmosfera.

Di rilievo è anche la sua risoluzione orizzontale da 10 a 20 Km circa, che permette di monitorare e prevedere i livelli di inquinamento e la composizione atmosferica su scala regionale.

«Le osservazioni, sia dai satelliti che da terra, possono fornire un’istantanea della qualità dell’aria, ma non hanno una reale capacità predittiva.

Il consorzio Copernicus, invece, combina modelli dell’atmosfera computerizzati e all’avanguardia, come quelli utilizzati per le previsioni meteorologiche giornaliere, con osservazioni satellitari e non satellitari e i dati sulle emissioni inquinanti, fornendo previsioni giornaliere sulla composizione dell’aria in tutto il mondo.

Questa combinazione di milioni di osservazioni quotidiane con il potere predittivo dei modelli atmosferici è la vera forza di CAMS, a cui contribuirà da ora in poi anche il modello italiano», sottolinea Antonio Piersanti, responsabile del Laboratorio Inquinamento atmosferico di ENEA.

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