Qualità dell’aria, Sassari la migliore delle italiane per PM2.5 in Europa

Nella classifica elaborata dall’Agenzia ambientale europea, solo 11 su 344 città rispettano i limiti Oms per i PM2.5. Ma secondo gli standard in vigore oggi in UE, molto più rilassati, tutte le città sono promosse tranne le ultime 3: oltre a Nowy Sacz in Polonia, Cremona e Padova

qualità dell'aria
Foto di Thomas Ulrich da Pixabay

I dati EEA sulla qualità dell’aria

(Rinnovabili.it) – Per gli standard in vigore in Europa la situazione della qualità dell’aria è buona e in miglioramento in tutto il continente. Ma basta usare i nuovi valori-soglia suggeriti dall’Organizzazione mondiale della sanità, molto più bassi, perché il quadro dell’inquinamento atmosferico cambi radicalmente. Nel primo caso solo 3 città risultano fuori norma (due delle quali sono in Italia). Nel secondo, invece, sono appena 11 su 344 i centri urbani in regola.

A dirlo sono i nuovi dati sulla qualità dell’aria rilasciati ieri dall’Agenzia ambientale europea (Eea) nel consueto monitoraggio a livello di città su tutto il continente. I dati si riferiscono a oltre 400 centraline di rilevazione e sono la media dei valori di particolato sottile (PM2.5) registrati nel biennio 2020-2021.

I dati sulla qualità dell’aria in Europa e in Italia

Le migliori città europee per la qualità dell’aria sono Umeå in Svezia e le portoghesi Faro e Funchal. Le restanti 8, promosse a pieni voti secondo i criteri dell’Oms, sono tutte nel nord Europa. Tampere (Finlandia), Narva e Tallinn (Estonia), Stoccolma, Uppsala e Norrköping (Svezia), Bergen (Norvegia) e Reykjavik (Islanda) hanno tutte concentrazioni di polveri ultrasottili inferiori a 5 µg/m3. Valori non molto distanti da quelli della prima città italiana in classifica: Sassari con 5,5 µg/m3 è al 16° posto (la successiva è Livorno, al 67° posto, con 8,4 µg/m3).

Gli standard europei dipingono una situazione molto più rosea. La soglia riconosciuta in UE come pericolosa per la salute umana, infatti, è di 5 volte superiore a quella Oms, cioè 25 µg/m3. (La direttiva UE sulla qualità dell’aria (2008/50/EC) è però in aggiornamento, proprio per adeguarla ai nuovi standard). Quasi l’80% delle città europee (272) quindi risulta avere una qualità almeno moderata.

Mentre, come detto, le uniche bocciate sono tre. Nello specifico, si tratta di Nowy Sacz in Polonia e di Cremona e Padova. Molte italiane nel fondo della classifica, tutte situate in una pianura padana che si conferma hotspot europeo per l’inquinamento atmosferico: Venezia e Vicenza al 341° e 340° posto, Brescia al 338°. Asti, Verona, Treviso e Pavia sono le altre città italiane ad avere PM2.5 superiori a 20 µg/m3. Tra le grandi città, la peggiore è Milano con 19,8 µg/m3 al 318° posto, seguita di pochissimo da Torino con 19,4 µg/m3 appena tre piazze prima. Roma e Napoli sono appaiate al 242-241° posto con 13,2 e 13,1 µg/m3.

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