Gli investitori all’automotive: perché fate lobby sulle emissioni?

I grandi fondi di investimento chiedono ai colossi dell’auto che tipo di pressioni abbiano esercitato sulle per bloccare nuovi standard di emissioni

Gli investitori all’automotive perché fate lobby sulle emissioni

 

(Rinnovabili.it) – I maggiori investment manager europei e i fondi pensione più importanti nel continente hanno chiesto alle case automobilistiche di chiarire meglio il modo in cui hanno fatto pressioni sulle istituzioni pubbliche in merito agli standard di emissioni.

La richiesta, inoltrata via lettera ai principali produttori di automobili, porta la firma di 19 gruppi di investimento, tra cui AXA Investment Managers (costola del fondo di assicurazione AXA) e il fondo pensione nazionale svedese. Le missive sono state spedite a 11 grandi case automobilistiche: Volkswagen, BMW, Honda, Daimler, General Motors, Ford, Fiat, Peugeot, Nissan, Renault e Toyota. Tutti i colossi dell’automotive hanno ricevuto richieste di informazioni sulle attività di lobbying in merito alle attività di influenza sui regolamento per le emissioni in discussione negli Stati Uniti e nell’Unione europea.

L’iniziativa segue le polemiche dello scandalo Volkswagen, che ha ammesso di aver truccato i test delle emissioni una volta che l’EPA ha scoperto la frode.

«Il caso Volkswagen evidenzia la necessità di un regime informativo molto più ampio – spiega Dylan Tanner, direttore esecutivo del gruppo non-profit InfluenceMap, che analizza e classifica le aziende in base al lobbismo sul clima – sia sulla posizione delle aziende in merito a legislazioni chiave, sia in merito al loro coinvolgimento nel processo politico».

 

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Come ha mostrato una ricerca del Corporate Europe Observatory (Rinnovabili.it ne ha parlato qui) le istituzioni vengono continuamente infiltrate dai gruppi di pressione, che inviano uomini stipendiati apposta a tentare di influenzare la legislazione in maniera per loro propizia. Volkswagen ha un esercito di lobbisti registrati presso la Commissione europea, che entrano ed escono dagli uffici dei commissari, quando non siedono direttamente negli organismi regolatori che redigono i testi di legge.

Esistono poi le associazioni dell’automotive continentali, che comprendono tutte le grandi case produttrici e servono apposta per spingere le istanze dell’industria nel dibattito politico. L’Europa discute da anni di nuovi test per le emissioni, ma non sono mai entrati in vigore a causa dell’influenza di queste organizzazioni sulle istituzioni politiche. Oggi, sulla scia del dieselgate, sembra che le cose potrebbero cambiare. Ma devono esserne convinti gli stessi governi degli Stati membri. Secondo le ultime notizie, sembra che invece siano orientati a dare ascolto alle istanze delle case automobilistiche. Italia compresa.

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