Il Congo lancia una strana lotta alla deforestazione

Lanciato un audit su tutte le concessioni di logging attive nel paese, dove la foresta pluviale copre 1,7 mln di km2 e ospita circa 10.000 specie di piante tropicali (di cui il 30% uniche della regione) ed un gran numero di animali in via di estinzione

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In parallelo, Kinshasa pensa di cancellare la moratoria sulla deforestazione del 2002

(Rinnovabili.it) – Ci sono “contratti discutibili”, un mantello di presunta legalità per coprire nient’altro che la deforestazione senza scrupoli della seconda foresta pluviale più estesa del pianeta. Contratti che vanno individuati, controllati, e eventualmente stracciati. La nuova lotta contro il disboscamento dannoso e insostenibile – legale o meno – è la battaglia che si è intestato Felix Tshisekedi, il presidente della Repubblica democratica del Congo.

Battaglia che ha una strana tempistica: solo a luglio, il ministro per l’Ambiente Bazaiba aveva annunciato la fine di una moratoria sulle nuove concessioni per lo sfruttamento industriale del legname nel paese, che resisteva da 19 anni. Mossa che ha fatto temere una nuova ondata di concessioni.

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Un paese vastissimo, l’ex colonia belga, che ha in Africa lo stesso peso del Brasile in America Latina. Sul territorio del Congo si trova il 60% della foresta pluviale africana. Con i suoi 1,7 mln di km2 è appena 1/3 dell’Amazzonia, ma racchiude 2/3 di tutte le foreste africane.

E tra le foreste pluviali del pianeta è anche quella meno deturpata, tanto che rimane un carbon sink di proporzioni importanti. Secondo uno studio di WRI pubblicato a inizio anno su Nature Climate Change, riesce ad assorbire ogni anno 600 Gt di CO2 al netto delle sue emissioni. In pratica, sequestra dall’atmosfera una quantità di gas pari a 1/3 della CO2 prodotta dagli Stati Uniti ogni anno. In più, la foresta pluviale del Congo ospita circa 10.000 specie di piante tropicali (di cui il 30% uniche della regione) ed un gran numero di animali in via di estinzione.

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Quali sono le mosse di Kinshasa? Tshisekedi ha chiesto a Bazaiba “di fare il punto sulle posizioni esatte e sugli aspetti finanziari di tutte le concessioni forestali” nel paese, e anche “sospendere tutti i contratti discutibili in attesa dell’esito dell’audit”, si legge in un verbale ministeriale ripreso da Reuters. Audit che dovrebbe riguardare l’intero patrimonio forestale del paese, anche se non è ancora noto chi gestirà il processo di monitoraggio. Così come non è chiaro se questa campagna è una lotta alla deforestazione genuina o se servirà, più che altro, per “mettere ordine” nel panorama delle concessioni in vista di un possibile stralcio della moratoria. (lm)

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