Incendi in Amazzonia, anche spenti producono CO2 per 25 anni

Il picco di emissioni avviene 4 anni dopo che l’incendio si è estinto. Ma durano per un quarto di secolo. E l’afforestazione non rimette il bilancio di carbonio in pari per decenni

incendi in Amazzonia
Credits: MikeMareen via Depositphotos

Uno studio approfondisce le emissioni reali di CO2 degli incendi in Amazzonia

(Rinnovabili.it) – Per capire qual è il vero impatto degli incendi in Amazzonia bisogna aspettare decenni. Tanto è il tempo durante il quale gli alberi continuano a produrre emissioni climalteranti, dopo essere stati divorati dalle fiamme. Un periodo molto più lungo di quello che si credeva finora.

I dati raccolti dal team di ricercatori, coordinati dall’università di Lancaster, sono finiti in uno studio pubblicato su Environment Research Letters. E parlano chiaro. Il picco di emissioni avviene 4 anni dopo che l’incendio si è estinto. E continuano fino a 25 anni dopo l’evento. Un lasso di tempo enorme, tanto che circa ¾ delle emissioni totali viene prodotto solo quando le fiamme sono state domate.

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Da cosa dipende questo fenomeno?I danni subito dagli alberi durante un incendio li fa morire lentamente nel corso di diversi anni, spiegano i ricercatori, che si sono recati sul campo per effettuare misurazioni su piante colpite dagli incendi in Amazzonia, in diversi punti della foresta. Quando gli alberi muoiono, rilasciano nell’atmosfera le loro riserve di carbonio che a lungo hanno trattenuto.

“L’effetto degli incendi sugli alberi richiede tempo – spiega Camila Valeria dell’università di Lancaster e prima firma dello studio al quotidiano britannico The IndependentI grandi alberi, che immagazzinano una quantità maggiore di carbonio, iniziano a morire circa due o tre anni dopo gli incendi. Solo una volta che quegli alberi iniziano a morire, c’è una reale diminuzione dello stock di carbonio della foresta”.

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Ma gli studiosi evidenziano un dato ancora peggiore: quello che riguarda il bilancio di carbonio. Gli incendi divorano la foresta, che però ricresce. E le nuove piante immagazzinano CO2 a loro volta. A conti fatti, però, il rapporto è molto sbilanciato. Anche nell’arco di alcuni decenni, i nuovi alberi non sono assolutamente in grado di compensare lo stock di carbonio rilasciato in atmosfera dalle piante che sono andate in fumo.

“In 30 anni, queste foreste non sono in grado di compensare tutto il carbonio perso in un incendio. Invece, ne hanno compensato solo il 35% circa”, conclude Valeria.

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