L’Italia resta senza inviato speciale per il clima

Alessandro Modiano ha lasciato l’incarico il 16 gennaio. Il governo Meloni non ha riconfermato il diplomatico che ha guidato la delegazione italiana alla Cop27 e al G20 Indonesia. Manca un sostituto: l’esecutivo tace e potrebbe anche cancellare questo ruolo

Inviato speciale per il cambiamento climatico: l’Italia nomina Alessandro Modiano
crediti: MiTE

L’inviato speciale per il clima era entrato in carica 1 anno fa

(Rinnovabili.it) – “Me ne vado profondamente grato e, soprattutto, ottimista”. Sono le ultime parole di Alessandro Modiano come inviato speciale per il clima dell’Italia. Il diplomatico ha annunciato con un tweet il 16 gennaio le sue dimissioni dall’incarico assunto esattamente un anno fa.

“Oggi lascio il ruolo di Inviato speciale per il cambiamento climatico. È stato un onore essere il primo e un privilegio lavorare con l’incredibile team del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con la comunità internazionale e con giovani eccezionali!” ha cinguettato Modiano.

Chi sarà il prossimo inviato speciale per il clima?

Negli ultimi 12 mesi, Modiano ha guidato la rappresentanza italiana al G20 Indonesia e alla Cop27 in Egitto. In quest’ultimo caso da solo: a Sharm el-Sheikh Pichetto Fratin non s’è visto nelle fasi più delicate dei negoziati.

Un lavoro molto importante e pionieristico, anche se meno visibile, è poi quello svolto dall’inviato speciale per il clima a livello ministeriale. La sua figura e le sue competenze si sovrappongono a quelle di Maeci e Mase, i dicasteri da cui dipende la sua nomina. Modiano ha iniziato a creare quei collegamenti tra uffici e dirigenti di Farnesina e Ambiente che sono essenziali per evitare di avere una diplomazia climatica con tante teste ma incapace di incidere davvero.

Nonostante il lavoro positivo svolto da Modiano, il diplomatico lascia il ruolo senza che il governo batta un colpo. Il decreto che istituisce il ruolo di inviato speciale per il clima, infatti, non stabilisce una durata fissa per l’incarico ma si limita a rimandare al Dlgs 165 del 2001 per cui la carica decade se non confermata entro 30 giorni dal giuramento del nuovo ministro competente. In ogni caso, com’è  consuetudine, all’insediamento del nuovo esecutivo 3 mesi fa Modiano aveva rassegnato le dimissioni. Ma il governo Meloni non lo ha riconfermato. E non è chiaro se intende rimpiazzarlo e quando potrebbe avvenire una eventuale nuova nomina.

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