Piani di ripresa ecologica, la quota verde nei PNRR di Francia e Germania

Il ministro dell’economia francese Bruno Le Maire e il ministro delle finanze tedesco Olaf Scholz hanno presentato ieri i rispettivi Recovery Plan in una conferenza stampa congiunta. Si rinsalda la cooperazione franco-tedesca su idrogeno e batterie

ripresa ecologica
Credits: https://www.economie.gouv.fr/ ©BercyPhoto – Hamilton de Oliveira

Quanto sono green i piani di ripresa ecologica di Francia e Germania?

(Rinnovabili.it) – “Sono lieto di presentare, insieme a Olaf Scholz, i nostri piani nazionali di ripresa e resilienza (PNRR). Per noi era importante farlo assieme, poiché Germania e Francia hanno lavorato mano nella mano dall’inizio della crisi”. Con queste parole il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire ha aperto la conferenza stampa indetta assieme al collega tedesco delle Finanze e dedicata al lancio dei rispettivi Recovery Plan.

Le due nazioni scelgono ancora una volta la chiave della collaborazione per irrobustire l’asse Berlino-Parigi sul fronte del green deal europeo e della ripresa economica. Due elementi, quest’ultimi, fortemente intrecciati fra loro, come sottolinea Le Maire. “Il nostro obiettivo politico non può essere solo quello di tornare ad una situazione pre-crisi. Il nostro obiettivo deve essere quello di avere economie più forti con migliori tecnologie progettate per combattere il cambiamento climatico”.

D’altra parte, la Commissione europea ha chiesto fin da subito ai Ventisette di rendere gli impegni a favore della transizione ecologica una priorità dei PNRR. E come per il piano di ripresa italiano, anche nel caso di Francia e Germania la quota verde ha una posizione centrale nelle strategie nazionali. Posizione puntellata dalla rinnovata collaborazione tra i due Stati membri.

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Questa cooperazione franco-tedesca è al centro dei nostri rispettivi piani in diversi settori chiave come l’idrogeno, l’elettronica e le telecomunicazioni, nonché l’intelligenza artificiale e le batterie”, ha aggiunto il ministro francese. “La posta in gioco è abbastanza chiara: o siamo in grado di investire insieme in tali tecnologie rimanendo in corsa con Cina e Stati Uniti, oppure diventeremo completamente dipendenti da Cina e USA, scomparendo. Il futuro dell’UE […] deve essere basato sull’indipendenza tecnologica, elemento fondamentale per la sovranità politica”.

Le priorità

Il piano di ripresa ecologica della Francia conquista il 50% del budget assegnato al Paese, pari a 20,2 miliardi di euro, con l’obiettivo di ridurre entro il 2030 le emissioni di gas del 55%.   Gli strumenti schierati vanno dal programma per la riqualificazione edilizia allo sviluppo dell’idrogeno “decarbonizzato”, dall’areonautica verde alla protezione delle biodiversità e del suolo. La componente ecologica del Piano di Recupero francese comprende anche misure a favore dell’economia circolare e della transizione agricola. (Plan national de relance et de résilience 2021)

Il piano di ripresa ecologica della Germania, a cui spetta il 40% del budget tedesco, amplierà la ricerca sull’idrogeno e implementerà ulteriori misure per la mobilità rispettosa del clima. Il governo federale promuoverà anche la ristrutturazione e l’efficientamento energetico degli edifici. Berlino incoraggerà anche l’acquisto di automobili, autobus e treni alimentati elettricamente attraverso ulteriori incentivi, promuovendo in modo decisivo l’espansione dell’infrastruttura di ricarica. Il documento inserisce anche misure nel campo della protezione del clima. (Deut­scher Auf­bau- und Re­si­li­enz­plan)

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