Taglio illegale di legname: l’Italia favorisce la deforestazione

Nonostante sia passato un anno dall’entrata in vigore dell’EUTR l’Italia ancora non si preoccupa del taglio illegale di legname favorendo la deforestazione

taglio illegale di legname(Rinnovabili.it) – E’ ormai passato un anno da quando è entrato in vigore il Regolamento Europeo del Legname. La normativa tutela la corretta gestione della risorsa monitorando l’intera filiera ma purtroppo, hanno fatto notare Greenpeace, Legambiente, Terra! e WWF, in Italia non viene ancora rispettata e non garantisce quindi il commercio legale di legname all’interno dei 28 paesi dell’Unione. Il pacchetto, è stato specificato, vieta l’importazione di prodotti provenienti da una gestione non sostenibile delle foreste e dal taglio illegale di legname chiedendo inoltre la segnalazione e un adeguato procedimento penale in caso di violazione della normativa.

 

Il Regolamento 995 del 2010 conosciuto anche come EUTR (European Union Timber Regulation) è nato con lo scopo di tutelare le foreste del Pianeta cercando di frenare la deforestazione, il taglio illecito di aree preziose culle di biodiversità oltre che polmoni verdi in grado di assorbire CO2 e rilasciare ossigeno agendo beneficamene nei confronti dell’atmosfera ma anche luoghi di vita per intere comunità che dalla natura traggono il proprio sostentamento.

Visto che l’Italia è uno dei mercati più importanti al mondo per il commercio del legname il fatto che dopo 12 mesi il regolamento non venga ancora applicato mette seriamente a rischio gli equilibri naturali di intere aree. Parte della responsabilità, evidenziano le Associazioni ambientaliste, è da attribuire al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MiPAAF) che, incaricato di portare avanti i controlli e stabilire le sanzioni in caso di violazione, non si sarebbe ancora mosso.

 

Insieme all’Italia in fondo alla classifica per il mancato recepimento della normativa ci sono anche Spagna, Lituania, e Ungheria colpevoli di permettere ancora oggi l’ingresso nei paesi di legname proveniente da una gestione non sostenibile del territorio e della risorsa localizzata nel bacino del Congo, dell’Amazzonia, del Sud-est asiatico, causa della distruzione delle isole del Borneo e Sumatra oltre che delle foreste dell’estremo oriente in Russia.

“La mancata azione del governo italiano per stabilire un sistema efficace di controllo dell’importazione del legno metta la marcia indietro alla lotta contro la deforestazione e all’adeguato sviluppo sostenibile dei Paesi produttori. Greenpeace, Legambiente, Terra! e WWF chiedono al nuovo Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali di attivarsi immediatamente per fare emanare subito le norme necessarie e vigilare sul mercato del legname, aumentando gli sforzi e le risorse per compiere tale obiettivo” si legge nella nota stampa.