Rinnovabili • La popolazione degli squali è diminuita del 70% in cinquant’anni Rinnovabili • La popolazione degli squali è diminuita del 70% in cinquant’anni

La popolazione degli squali è diminuita del 70% in cinquant’anni

La popolazione degli squali continua a diminuire. Distruzione degli habitat, cambiamento climatico, cattura accessoria e quella per il prelievo delle pinne minacciano la sopravvivenza di animali che svolgono una funzione fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi marini

La popolazione degli squali è diminuita del 70% in cinquant’anni
Image by Andrea Bohl from Pixabay

Calo inesorabile nelle popolazioni di squali

Gli squali esistono da 450 milioni di anni, ma dal 1970 le popolazioni sono diminuite di oltre il 70%. Le cause sono diverse: dalla distruzione degli habitat al cambiamento climatico, dalla cattura accessoria (ovvero quella involontaria durante le attività di pesca) a quella per il prelievo delle pinne, molto usate nella cucina cinese.

Questa pratica – detta shark finning – è particolarmente cruenta: si catturano gli squali per tagliare le pinne, spesso quando l’animale è ancora vivo.

Tuttavia, senza pinne non riescono a nuotare e finiscono nei fondali dove muoiono per soffocamento o mangiati da altri predatori.

Lo Shark Conservation Act del 2010 (ovvero la legge sulla conservazione degli squali) ha costretto i pescatori a sbarcare l’intero squalo e non solo le pinne, con il risultato di immettere sul mercato più carne di squalo venduta come sottoprodotto.

Infatti, la carne di squalo è considerata una “carne spazzatura” a causa dell’odore e del sapore sgradevoli, ed è venduta a prezzi molto bassi.

Gli accordi internazionali non sono un argine sufficiente

Secondo l’International Union for Conservation of Nature (IUCN), delle circa 550 specie di squali esistenti, il 14% sono vulnerabili, l’11% in pericolo e il 12% in pericolo critico.

Questo nonostante l’accordo internazionale CITES (Convenzione sul commercio internazionale di specie della fauna e della flora in via di estinzione) che protegge, controlla e regolamenta il commercio a livello globale delle specie in pericolo e l’Endangered Species Act (una legge statunitense con obiettivi analoghi).

Pertanto, almeno sulla carta, il commercio internazionale di carne di squalo in via di estinzione è vietato o severamente regolamentato.

Negli USA si vende la carne di squali a rischio di estinzione

La vendita della carne di squalo è consentita negli USA, purché di specie non in pericolo. Ma quando arriva sui mercati, è in filetti e quindi non è possibile riconoscere la specie nemmeno per i venditori.

Lo studio Sale of critically endangered sharks in the United States, pubblicato in “Frontiers in Marine Science”, dimostra invece che negli Stati Uniti si vende la carne di squalo a rischio di estinzione. Poiché le etichette sono generiche, i consumatori l’acquistano senza esserne consapevoli.

Dei 30 campioni esaminati dai ricercatori, il 97% era etichettato come “squalo”, mentre uno riportava una specie sbagliata.

Il 31% dei campioni acquistati dai ricercatori apparteneva a squali in via di estinzione o in pericolo critico. Gli altri erano comunque di specie minacciate, tranne una.

Squali ed equilibrio ambientale

Gli squali svolgono una funzione fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi marini.

In quanto predatori, regolano le popolazioni di altre specie, eliminano gli individui deboli o malati e quindi mantengono sane le catene alimentari.

Pertanto, la loro scomparsa sarebbe gravemente dannosa, in particolare per la salute degli oceani.

Questi, infatti, svolgono una funzione essenziale nella produzione di ossigeno e nell’assorbimento di anidride carbonica e contribuiscono a mitigare il cambiamento climatico.

I rischi per la salute umana

La vendita illegale della carne di squalo non crea solo un danno ambientale, ma anche per la salute delle persone.

Gli autori della ricerca hanno rilevato che tre specie messe in vendita – testa di martello, grande testa di martello e squalo liscio scuro – contengono alti livelli di mercurio e metilmercurio (che danneggiano il cervello e il sistema nervoso centrale) e di arsenico (che è cancerogeno).

Inoltre, questi tre metalli compromettono lo sviluppo cognitivo dei bambini e sono causa di morte infantile.

Come uscire dall’impasse?

I ricercatori suggeriscono la necessità di un maggiore monitoraggio e un’etichettatura accurata e verificata dei prodotti derivati dalla carne di squalo, data l’elevata percentuale di specie minacciate di estinzione trovata nei campioni analizzati.

Una soluzione potrebbe essere l’identificazione genetica degli stock per determinare le popolazioni di origine degli squali martello le cui pinne sono commercializzate a Hong Kong.

Inoltre, l’identificazione genetica degli stock potrebbe essere utile anche per individuare le popolazioni o le regioni specifiche di provenienza della carne di squalo.

Un database genetico completo degli stock di squali evidenzierebbe con maggiore chiarezza l’importazione illegale della carne di squali pescati in regioni sovrasfruttate.

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