Rinnovabili • Gli incendi in Canada sono una conseguenza della crisi climatica Rinnovabili • Gli incendi in Canada sono una conseguenza della crisi climatica

La crisi climatica causata dall’uomo alimenta i pericolosi incendi del Canada

Molte ricerche hanno stabilito che i cambiamenti climatici sono la causa dell'aggravarsi degli incendi estremi in Canada.

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I cambiamenti climatici hanno creato le condizioni favorevoli per gli incendi in Canada

I cambiamenti climatici causati dall’uomo hanno reso due volte più probabili le condizioni favorevoli agli incendi in Canada, secondo una nuova analisi.

L’aumento delle temperature globali, dovuto all’uso dei combustibili fossili, ha aumentato il rischio di condizioni meteorologiche che hanno portato al propagarsi degli incendi nell’Ontario e nei Territori del Nord-Ovest. Queste province sono state colpite duramente dai roghi nelle ultime settimane. Il fumo insalubre, spinto dal vento, è arrivato anche in diverse città del Nord degli Stati Uniti, tra cui New York.

Lo studio è stato pubblicato dal World Weather Attribution, un gruppo di scienziati internazionali che esamina le condizioni meteorologiche estreme per verificare l’impatto dei cambiamenti climatici. I ricercatori hanno dimostrato che le condizioni meteo favorevoli agli incendi nei Territori del Nord-Ovest e nell’Ontario Nord-occidentale sono diventate due volte più probabili a causa del riscaldamento globale. Lo stesso gruppo di scienziati era arrivato a conclusioni simili anche per gli incendi estivi in Francia. Per quanto riguarda quelli in Spagna, invece, le condizioni meteorologiche propizie agli incendi sarebbero diventate 20 volte più probabili a causa dei cambiamenti climatici.

Perchè i cambiamenti climatici sono la causa degli incendi in Canada

Le condizioni meteorologiche che hanno causato gli incendi in Canada si verificano ormai ogni due-sei anni nei Territori del Nord-Ovest e ogni sei o 15 anni nell’Ontario. Tali condizioni, una conseguenza del clima che cambia, prosciugano la vegetazione e i terreni, rendendoli più soggetti a prendere fuoco. Per gli scienziati, sarebbero assai più rare senza il riscaldamento globale, ossia verificarsi meno di una volta ogni 40 anni.

Il Canada custodisce quasi un terzo della foresta boreale mondiale e ha sempre dovuto fare i conti con gli incendi, ma negli ultimi anni i roghi sono diventati sempre più frequenti e intensi. Al momento, ci sarebbero ancora quasi 700 incendi attivi in tutto il Canada su una superficie di 3,8 milioni di ettari, concentrati principalmente nelle aree della foresta boreale.

Lo scaricabarile di Trump

Nonostante l’evidenza scientifica che lega la crisi climatica alla maggiore frequenza di incendi boschivi, Trump ha accusato il Canada di non aver saputo controllare le fiamme che stanno bruciando le foreste canadesi e che spesso interessano aree selvagge, remote e inaccessibili. Lo scaricabarile di Trump appare ancora più grave se si considera che gli Stati Uniti sono il maggiore produttore mondiale di emissioni climalteranti a proprio a causa dell’utilizzo dei combustibili fossili, che il Presidente ha continuato a sostenere.

Negli ultimi tre anni gli incendi in Canada sono stati eccezionalmente severi, con record storici di superficie bruciata ed emissioni registrati in diverse regioni. Nel 2023 il WWA aveva riscontrato che la stagione degli incendi nel Quebec è diventata sette volte più probabile a causa dei cambiamenti climatici causati dall’uomo. Da allora, molte ricerche sottoposte a revisione paritaria hanno stabilito che i cambiamenti climatici sono la causa dell’aggravarsi degli incendi estremi in Canada.

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.