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Trump aggrava il riscaldamento globale ma accusa il Canada di negligenza sugli incendi

Il drammatico contrasto tra le accuse al Canada e le decisioni di politica interna prese da Trump.

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Gli effetti degli incendi in Canada su New York

La Statua della Libertà e il profilo dell’Empire State Building oscurati da un’intensa cappa di fumo denso sono diventati il simbolo di un’emergenza ecologica che sta colpendo il Nord America. Gli effetti degli incendi in Canada su New York e altre città statunitensi hanno portato l’allerta sulla qualità dell’aria ai livelli più critici in gran parte del nord-est degli Stati Uniti, estendendo l’allarme da Detroit e Chicago fino alla capitale Washington DC.

Con centinaia di roghi attivi che devastano le foreste canadesi dall’Ontario fino alla Columbia Britannica, milioni di cittadini statunitensi sono stati costretti a rimanere al chiuso, mentre eventi all’aperto, attività scolastiche e voli hanno subito pesanti cancellazioni e ritardi.

Fumo degli incendi in Canada su New York, Trump minaccia dazi

La crisi ecologica si è trasformata nell’ennesimo terreno di scontro politico e commerciale innescato direttamente da Trump. Il Presidente è tornato ad attaccare duramente il Governo canadese. Attraverso i suoi canali social, ha affermato che gli Stati Uniti sono stati “inutilmente invasi da aria sporca, inquinata e insalubre“, attribuendo la responsabilità dei fumi a una “grave negligenza” del Canada nella cura e pulizia delle proprie foreste.

Trump ha persino minacciato di sommare i presunti costi dell’inquinamento ai dazi commerciali già applicati sui beni provenienti dal Canada, arrivando a chiedere apertamente risarcimenti al Primo Ministro Carney durante la finale del Mondiale di calcio. Questa linea argomentativa ricalca fedelmente la strategia usata in passato contro gli stati a guida democratica. Negli anni scorsi, di fronte ai devastanti roghi che flagellavano la California, Trump aveva accusato le autorità locali di incompetenza amministrativa, dichiarando che lo stato dovesse “pulire il suolo forestale” (“clean your floors”) e rastrellare i boschi per prevenire le fiamme.

La risposta delle autorità canadesi non si è fatta attendere. Il premier dell’Ontario, Doug Ford, ha definito inaccettabile la retorica della Casa Bianca, invitando gli Stati Uniti a inviare aiuti e mezzi sul campo anziché lanciare minacce: “Forse un giorno sarete voi ad aver bisogno del nostro aiuto“, ha ricordato Ford, citando il sostegno fornito dai pompieri canadesi durante gli incendi in California e gli uragani negli USA.

Il Ministro canadese per la preparazione alle emergenze, Eleanor Olszewski, ha evidenziato che Ottawa ha investito 12 miliardi di dollari canadesi negli ultimi cinque anni nella prevenzione degli incendi e nella sostenibilità forestale, ricordando che “questa è una sfida che non conosce confini“.

La natura transfrontaliera degli incendi boschivi

La natura transfrontaliera del fenomeno è confermata dal fatto che anche la Columbia Britannica ha emesso allerte per i fumi spinti verso Nord dagli incendi attivi negli stati di Washington e Oregon. Inoltre, esperti come il dottor Patrick James dell’Università di Toronto e la dottoressa Anabela Bonada dell’Università di Waterloo hanno ribadito che il fumo viaggia dove soffiano i venti e che molti roghi bruciano in vaste aree remote impossibili da contenere, alimentati da temperature record e siccità provocate dal surriscaldamento globale.

Tagli alla ricerca scientifica e alla prevenzione

Il paradosso della posizione dell’Amministrazione Trump emerge dal drammatico contrasto tra le accuse al Canada e le decisioni di politica interna. Come rivelato da un’inchiesta del New York Times, proprio mentre il fumo degli incendi minaccia la salute pubblica, la Casa Bianca ha avviato la chiusura di numerosi laboratori governativi dedicati allo studio dei roghi e dei loro impatti sanitari ed ecologici.

L’Amministrazione ha quasi completamente smantellato l’Ufficio di Ricerca e Sviluppo (ORD) dell’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente (EPA). Questa struttura analizzava da oltre un decennio i rischi legati all’esposizione ai prodotti tossici presenti nel fumo, compresi metalli pesanti come rame, piombo e zinco. La Casa Bianca ha inoltre chiuso l’unico laboratorio al mondo specializzato in studi di esposizione controllata su volontari umani.

I tagli colpiscono duramente anche il Forest Service, dove la riorganizzazione e il trasferimento del quartier generale a Salt Lake City prevedono la chiusura di 57 laboratori di ricerca su 77. Tra i centri a rischio figurano la struttura di Seattle, che ha sviluppato le mappe in tempo reale per il tracciamento del fumo usate da vigili del fuoco e governi locali, e il laboratorio di Wenatchee, focalizzato sui roghi controllati per ridurre la biomassa e tutelare l’ecosistema.

Il paradosso Trump

Le decisioni in ambito di politiche ambientali dell’Amministrazione Trump stanno peggiorando l’impronta di carbonio degli Stati Uniti, aggravando il riscaldamento globale che alimenta gli incendi e destando preoccupazione tra i cittadini.

Sebbene il portavoce del Forest Service John Winn abbia precisato che non sono state prese decisioni definitive, la riduzione delle risorse scientifiche rischia di compromettere la capacità di protezione delle comunità. Gli incendi in Canada e le conseguenze su New York dimostrano che l’inquinamento e la crisi climatica richiedono risposte scientifiche rigorose e cooperazione internazionale. Rifiutare e condannare l’azione per il clima, tagliare i fondi alla ricerca scientifica e minacciare dazi commerciali non fermerà il fumo né proteggerà la salute dei cittadini.

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.