Washington chiede a Bruxelles di rimandare l'obbligo di comunicazione dei dati sulle emissioni fino ad ottobre 2035.

Gli Stati Uniti hanno chiesto all’Unione Europea di esentare il petrolio e il gas statunitensi dalle norme UE sul metano fino al 2035, come riporta un documento ufficiale visionato da Reuters.
Regolamento UE sulla riduzione delle emissioni di metano
In base al Regolamento UE sulla riduzione delle emissioni di metano, a partire da quest’anno, gli importatori di greggio, gas naturale e carbone sono tenuti a comunicare dati sulle emissioni associate alle importazioni destinate all’Unione. Il metano è secondo solo all’anidride carbonica quanto a emissioni inquinanti. Molto più potente della CO2, perché rimane più a lungo nell’atmosfera, è responsabile del 30% del riscaldamento globale.
Le richieste degli Stati Uniti in relazione alle norme UE sul metano
La norma, tuttavia, non piace all’Amministrazione Trump. Il Segretario all’Energia statunitense, Chris Wright, ha affermato che sarebbe impossibile da rispettare e ha minacciato che gli Stati Uniti potrebbero interrompere le forniture verso l’Europa. Nell’ottica di annullare la dipendenza dal petrolio e gas russi, gli alleati europei degli USA hanno aumentato le importazioni di GNL statunitense, anche a seguito delle continue pressioni esercitate da Washington.
Rimandare l’obbligo di comunicazione delle emissioni fino a ottobre 2035
Il documento governativo statunitense informa che, in assenza di un’abrogazione totale delle norme UE sul metano, Washington chiede a Bruxelles di rimandare l’obbligo di comunicazione dei dati sulle emissioni fino ad ottobre 2035. “Il Regolamento UE sul metano rappresenta un ostacolo commerciale non tariffario che impone un onere eccessivo agli esportatori statunitensi e alle nostre relazioni commerciali“, riferisce il testo preparato in vista della riunione dei Ministri UE dell’Energia di lunedì prossimo.
Il documento statunitense esorterebbe inoltre l’Unione a equiparare le leggi europee sulle emissioni di metano a quelle statunitensi (che però latitano). In tal modo, i produttori ed esportatori statunitensi risulterebbero automaticamente conformati. Non solo, l’Amministrazione Trump chiede anche a Bruxelles di impegnarsi a non applicare sanzioni in caso di violazione delle norme. L’industria petrolifera e del gas statunitense ed europea è d’accordo con il Presidente USA a rivedere il Regolamento e chiede di posticipare gli obblighi più severi che entreranno in vigore a partire dal 2027. Dan Byers, della Camera di Commercio degli Stati Uniti, ha affermato che le norme europee sul metano risultano particolarmente complicate da applicare, perché i produttori sono tanti e le molecole mescolate.
Amministrazione Trump posticipa gli obblighi per ridurre le emissioni di metano
Equiparare le norme europee a quelle statunitensi è una richiesta ambigua e priva di senso. Il Governo statunitense ha già deciso di posticipare l’entrata in vigore degli obblighi federali di rendicontazione delle emissioni di metano. E ha provveduto alla sospensione di alcuni di essi fino al 2034. L’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) ha annunciato da poco che avrebbe rinviato l’obbligo imposto all’industria petrolifera e del gas di limitare le emissioni di metano. In base alla disposizione, approvata dall’Amministrazione Biden, le compagnie petrolifere e del gas avrebbero dovuto iniziare quest’anno a ridurre la quantità di metano rilasciata nell’atmosfera. Invece, l’Amministrazione Trump ha concesso loro di poter aspettare fino a gennaio 2027 e sta valutando l’abrogazione completa della misura.
La risposta negativa della Commissione UE alle richieste degli Stati Uniti
La Commissione “non sta prendendo in considerazione la possibilità di ritirare la legislazione sul metano o di concedere un’esenzione”. Lo ha messo in chiaro il Commissario UE all’Energia, Dan Jorgensen. “Stiamo cercando di essere il più utili possibile per quanto riguarda l’attuazione, ma la legislazione resta in vigore“, ha aggiunto Jorgensen.
L’UE propone regole più semplici per conformarsi alle norme sul metano
Appena la settimana scorsa, come conferma un documento condiviso con i Governi Membri dell’UE, la Commissione aveva offerto due percorsi possibili per aiutare le imprese a conformarsi al Regolamento, proprio in riferimento a quei casi in cui l’origine del gas sia difficile da tracciare. Questa agevolazione potrebbe applicarsi al gas naturale liquefatto in arrivo dagli Stati Uniti perché ciascuna spedizione contiene fonti miste provenienti da giacimenti diversi.
Una prima opzione consentirebbe alle aziende di conformarsi utilizzando certificati acquistati da un verificatore terzo, responsabile di assegnare al gas importato un valore di emissione in base al luogo di produzione. La seconda opzione assegnerebbe invece ai volumi di carburante un ID digitale, da allegare a tutti i contratti di vendita e acquisto durante il percorso dal produttore all’acquirente finale. Queste possibili modifiche alle norme non cambiano i requisiti principali del Regolamento, che diventerà via via più rigido. Dal 2027, infatti, gli importatori europei dovranno dimostrare di effettuare ordini da produttori che adottano criteri di verifica e trasparenza equivalenti a quelle stabilite nel Regolamento.












