Soluzioni tecnologiche e politica industriale sostenibile sono solo alcuni dei temi affrontati nella conferenza sul riciclo delle materie prime da rifiuti elettronici

Naturalmente le scelte e le soluzioni messe in campo dai vari Paesi in questo settore sono diverse: la Cina per esempio, è diventata in questi ultimi anni una delle principali esportatrici in Europa di Terre Rare (grazie alle sue miniere estrattive ad alto impatto ambientale); la Germania invece, ha deciso di puntare di più sul recupero e il riciclo degli elementi strategici dei RAEE con impianti “pirometallurgici” ad alte emissioni e basso rendimento di “estrapolazione”.. E l’Italia? Nonostante la totale dipendenza da “approvvigionamento”, la conferenza di ieri ha suggerito (come nel titolo) un approccio basato sul modello dello “Urban Mining”, ossia l’insieme delle azioni e delle tecnologie messe in atto per il recupero delle risorse prodotte dal catabolismo urbano (residui civili, industriali, agricoli, di recente o di vecchia produzione) in termini di materie prime seconde e di energia.
In parole povere, ogni città nel nostro Paese dovrebbe diventare una sorta di miniera urbana, andando oltre lo schema “Risorse-Produzione-Consumo-Rifiuto-Smaltimento” per entrare in una logica di “green economy aperta” che comprenda un maggiore recupero delle risorse strategiche e una migliore tutela dell’ambiente. 
All’incontro di ieri ha infine partecipato, tra gli altri, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che, per l’occasione, ha voluto sottolineare l’importanza di avviare una strategia di recupero e riciclo dei RAEE nell’area metropolitana di Roma, firmando un protocollo di intesa con il Comune di Fiano Romano per la realizzazione di un distretto industriale per la ricerca e l’innovazione nella Green Economy: – “L’idea – ha spiegato Zingaretti – è quella di lavorare affinché si apra un distretto industriale di imprese che recuperando questi materiali preziosi da ciò che oggi si butta, generi lavoro e benessere sul nostro territorio, e dimostri che è possibile con le nuove tecnologie rilanciare un modello di sviluppo sostenibile fondato sulla capacità di capire dove sono le vere risorse”.











