Telefonini di ultima generazione in grado di comportarsi come sensori dello smog. Questa l’ultima idea partorita dalla University of California di San Diego

I sensori determinano le concentrazioni atmosferiche di ozono, biossido di azoto e monossido di carbonio, tre tra gli inquinanti più comunemente emessi dai veicoli. L’interfaccia utente visualizza in maniera immediata le letture su uno smartphone utilizzando una scala di codici colore per i livelli di qualità dell’aria – in base a valori standard imposti dall’EPA – che va dal verde (buoni) al viola (pericolosi). Per testare il progetto gli scienziati hanno fornito gli apparecchi a 30 utenti che per quattro settimane li hanno portati con sé quotidianamente. Il team sta attualmente cercando di ottenere una sovvenzione da parte del National institutes of health per portare il progetto a San Ysidro, al confine tra Usa e Messico.











