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Il MASE lancia SIM, infrastruttura per la sicurezza ambientale

L’infrastruttura nazionale, prima in Europa, consente di poter contare su un'accessibilità continua da parte di tutte le Amministrazioni a un dataset veramente esteso.

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Foto dell’evento “Beyond Climate”

Investimento complessivo di quasi 500 milioni di euro per il monitoraggio, la pianificazione e la gestione delle emergenze

SIM è una piattaforma del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per la prevenzione e la gestione dei rischi ambientali e climatici. Il Sistema Integrato di Monitoraggio e Previsione è stato presentato l’11 febbraio a Roma, presso la sede di Confindustria, durante l’evento “Beyond Climate”.

L’infrastruttura nazionale, prima in Europa, è un progetto all’avanguardia per la prevenzione e il monitoraggio dell’instabilità idrogeologica, per la gestione delle emergenze, l’agricoltura della precisione, il monitoraggio dell’inquinamento marino e litorale, l’individuazione degli illeciti ambientali e il monitoraggio degli incendi boschivi sul territorio nazionale.

SIM è stato possibile grazie ai fondi del PNRR, con un budget complessivo di 500 milioni di euro, e sarà a disposizione di Ministeri, Regioni, Amministrazioni pubbliche, Forze dell’Ordine e Protezione Civile. Il sistema si appoggia a un’infrastruttura tecnologica all’avanguardia, all’intelligenza artificiale e al supercalcolo di dati provenienti da Enti centrali, Regioni, Forze dell’Ordine, oltre 40 amministrazioni e più di 3.000 datasource.

Come sono suddivisi i fondi

Il progetto, proposto anche in ambito G7 e G20, è frutto della collaborazione tra il MAE e partner tecnologici importanti quali Leonardo e DXC. Il sistema prevede inoltre forme strutturate di coinvolgimento di soggetti privati qualificati. Come sono suddivisi i fondi PNRR:

  • Quasi 250 milioni sono destinati al potenziamento delle reti di monitoraggio e delle dotazioni.
  • Altri 35 milioni al rilievo lidar e gravimetrico nazionale.
  • Altri 35 milioni per la lotta attiva agli incendi.
  • Ulteriori 180 milioni alla progettazione, allo sviluppo applicativo e alle infrastrutture digitali.

Obiettivi specifici del progetto SIM

  • Miglioramento, implementazione, sicurezza della base dati (ammodernamento e integrazione reti a terra, sicurezza acquisizione, gestione e conservazione dei dati).
  • Superamento della frammentazione dei sistemi territoriali esistenti e di nuova implementazione (interoperabilità e integrazione).
  • Maggiore accuratezza dei modelli e accelerazione delle tempistiche di elaborazione dei dati e di risposta alle minacce (IA, applicazioni ad hoc, base dati estesa).
  • Sviluppo di una governance di sistema partecipata e della cooperazione interistituzionale (tavoli tecnici e accordi).
  • Scalabilità e flessibilità per applicazione in vari contesti.

Una certezza in più per la sicurezza ambientale

“Con SIM – ha spiegato il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto – l’Italia si dota di un avanzamento tecnologico di grande valore: una certezza in più per la sicurezza ambientale in ogni sua declinazione. La cooperazione istituzionale e l’integrazione tra dati che garantisce questo nuovo modello, una vera ‘best practice’ in Europa, ci consentirà di affrontare meglio le crescenti sfide poste dal cambiamento climatico”.

“SIM non è solo tecnologia, è sicurezza concreta per cittadini, territori e comunità – ha detto il viceministro Vannia Gava –. Ogni dato raccolto, ogni previsione generata, ci aiuta a proteggere vite e a tutelare l’ambiente, trasformando la conoscenza in azione concreta. È la dimostrazione che innovazione e cura del nostro Paese possono camminare insieme”.

All’evento erano presenti, tra gli altri, Tommaso Foti, Ministro per gli Affari Europei, le Politiche di Coesione e il PNRR; Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste; Sebastiano Musumeci, Ministro per la Protezione Civile e per le Politiche del mare. Raffaele Fitto, Vicepresidente esecutivo della Commissione Europea e Commissario Europeo per la Politica regionale e di coesione, lo sviluppo regionale, le città e le riforme, e Jessica Roswall, Commissaria Europea per l’Ambiente, hanno condiviso un videomessaggio.

Il costo della prevenzione è sempre inferiore a quello della ricostruzione

Lara Ponti, Vicepresidente di Confindustria per la Transizione ambientale e obiettivi Esg, ha commentato: “La sicurezza ambientale è oggi un tema strategico e un prerequisito per la continuità del nostro sistema socio-economico e per la competitività dell’industria. Il progetto nazionale di monitoraggio dei rischi ambientali e climatici presentato oggi mette al centro le tecnologie trasformative per costruire una sicurezza ambientale fondata su due pilastri fondamentali: la prevenzione e l’uso intelligente delle tecnologie trasformative”.

La prevenzione, basata su dati, competenze e capacità di analisi, consente di intervenire in modo efficace ed efficiente ed è un vero investimento, perché il costo della prevenzione è sempre inferiore a quello della ricostruzione, soprattutto in un contesto segnato dagli effetti del cambiamento climatico. Investire in capitale naturale, infrastrutture e tecnologie trasformative, insieme a una maggiore velocità decisionale, semplificazione normativa e visione dell’innovazione come motore di crescita, è la chiave per costruire un futuro più sicuro, sostenibile e competitivo per il Paese e per l’Europa“.

Pietro Labriola, Delegato del Presidente di Confindustria per la Transizione Digitale, ha invece sottolineato: “Senza digitale la transizione ambientale non si governa: si racconta. Misurare, prevedere, decidere dipendono da dati e infrastrutture. 5G, cloud e AI non sono tecnologia astratta ma sensori concreti sul territorio e modelli predittivi”.

È qui la differenza tra la sostenibilità dichiarata e quella vera. Non si tratta di una sfida riservata soltanto alle grandi imprese tech: per contrastare l’era dei cambiamenti climatici oggi più che mai tutte le aziende devono adottare processi digitali per l’efficientamento energetico, la tracciabilità, la riduzione degli sprechi, la sicurezza delle infrastrutture. Serve quindi un sano realismo industriale, ovvero: energia competitiva, sovranità e sicurezza del dato. In altre parole una collaborazione stabile tra pubblico e privato, regole chiare, investimenti continui“.

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Laura D’Aprile, capo dipartimento sviluppo sostenibile MASE

SIM: copertura del 100% delle regioni del Sud per il dissesto idrogeologico

Il progetto SIM è stato uno sforzo titanico di coordinamento di tantissime Amministrazioni centrali, Amministrazioni territoriali, enti scientifici e una partnership solida con i principali player tecnologici. – ha affermato Laura D’Aprile, capo dipartimento sviluppo sostenibile MASE. Lo abbiamo definito governance partecipata perché nessuno ha imposto un modello, ma siamo partiti dall’esistente e nel rispetto della catena di comando e controllo di ogni Amministrazione abbiamo garantito un’interoperabilità e un’integrazione dei sistemi che consente di avere una maggiore velocità di risposta rispetto alle principali minacce ambientali“.

Prima di tutto, – ha proseguito D’Aprile – abbiamo integrato tutte le reti di misurazione. Ad esempio, la Sicilia che in questi giorni sta soffrendo per via degli eventi meteorologici estremi, ha beneficiato di una integrazione di tutte le reti di misura a terra. Quindi, in prospettiva, potrà beneficiare di tutto quello che è il SIM nella fase di monitoraggio e prevenzione dei fenomeni“.

Il SIM è un’infrastruttura digitale che poggia su un cloud sovrano, il PSN, e di fatto, di non ha un server poggiato in Sicilia, in Calabria o in Puglia o in una specifica regione del Sud. Consente invece di poter contare su un’accessibilità continua da parte di tutte le Amministrazioni a un dataset veramente esteso. Ciò permette di condividere i dati e avere delle elaborazioni ad hoc. La conseguenza è un tempo di risposta accelerato, grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. La piattaforma già c’è, è funzionante, e ha già ottenuto la certificazione della Commissione Europea.

La Commissione per questo intervento PNRR ha richiesto un controllo rafforzato, ossia una maggiore attenzione a tutti i passaggi finanziari e tecnici e un tecnico indipendente ha validato l’intero sistema. Quindi, la piattaforma è immediatamente accessibile e garantisce la copertura del 100% delle regioni del Sud per il dissesto idrogeologico. Dalla certificazione, avvenuta il 30 giugno dello scorso, altre verticali sono state implementate su SIM. 

“Il futuro non è più quello di una volta”

Un evento che di norma dovrebbe avvenire ogni 200 anni, si ripete tre volte in tre anni. Questo significa che è morta la stazionalità, affermano gli scienziati. La fine della stazionalità implica che l’aver misurato dei fenomeni per 100 anni non ci permette comunque di avere contezza di ciò che sta per accadere. Il futuro, insomma, non è più quello di una volta. L’accelerazione con cui avvengono determinati fenomeni deve far riflettere.

Andrea Rinaldo, Università di Padova, vincitore dello Stockholm Water Prize, ha spiegato: “Un aumento osservato di 4 gradi della temperatura dell’atmosfera rispetto ai livelli pre-industriale avrà impiegato grossomodo 200 anni per realizzarsi. Ci sono certamente state nella storia di questo pianeta temperature più alte, anche prima dell’arrivo dell’Homo sapiens. Tuttavia, per cambiare in questi termini occorrevano forse un milione e mezzo di anni, due milioni di anni. La rapidità dei cicli è ciò che sgomenta”.

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.