La riforma che ha coinvolto il settore dell’elettricità ha reso impossibile il proseguimento dell’operatività dell’impianto, ormai in avviata fase di smantellamento

Stando a quanto normato dalla nuova riforma, se avesse continuato la propria operatività, la centrale di Garona si sarebbe ritrovata a pagare tasse pari a circa 153 miliardi di euro nel 2013, portando al fallimento la Nuclenor che l’ha gestita fino a oggi. Le operazioni di smantellamento e messa in sicurezza del materiale radioattivo, fanno sapere in un comunicato i gestori dell’impianto, sono già iniziate e continueranno anche nei prossimi giorni.











