Luce ed aria, e la nuova plastica si degrada in una settimana

Il nuovo polimero plastico potrebbe rendere rendere l’elettronica di largo consumo più facilmente smaltibile e riciclabile una volta a fine vita

nuova plastica
Foto di analogicus da Pixabay

Un nuova plastica dal riciclo velocissimo

(Rinnovabili.it) – Basta una settimana di aria e sole e la nuova plastica, creata Huazhong University of Science and Technology, si decompone. E il suo polimero complesso si spezza in tante molecole di acido succinico, un composto non tossico per l’ambiente. Una soluzione intelligente che potrebbe rendere meno ingombranti alcune categorie di rifiuti.

Le caratteristiche che hanno reso negli anni la plastica il materiale più utile e versatile dell’economia moderna, sono oggi anche tra le cause di un inquinamento diffuso, che conosce ben pochi limiti. Ma se per alcuni settori merceologici è facile intravedere possibili sostituti ai polimeri di origine fossile, per altri l’impresa è più ardua. Una mano arriva dalla nuova ricerca pubblicata in questi giorni su Journal of the American Chemical Society (testo in inglese). Lo scienziato Liang Luo con alcuni colleghi dell’ateneo cinese ha creato una nuova plastica in grado di degradarsi rapidamente se esposta all’ossigeno e luce solare.

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Quando Luo ha sviluppato per la prima volta la sua nuova plastica, nel 2020, mirava a creare un polimero che cambiasse colore con il pH per utilizzarlo come sensore chimico. Ma dopo pochi giorni di test notò che il colore rosso intenso del suo composto sbiadiva rapidamente, mentre il film mostrava delle rotture. La perdita di quel colore, spiega oggi il team, significa che le catene del polimero si sono scomposte nelle loro unità monomeriche. Un passaggio spesso impegnativo, quando si tratta di riciclo chimico della plastica, avvenuto in questo caso in maniera spontanea. “Con il nostro polimero, possiamo semplicemente usare la luce solare”. Luo e coautori hanno cercato di capire la chimica dietro al processo e ora, nonostante lo studio sia solo all’inizio, immaginano già delle applicazioni reali. 

Ad esempio, sigillata all’interno di un telefono cellulare o di un altro dispositivo elettronico, la nuova plastica potrebbe durare per anni. Ma a fine vita potrebbe facilitare lo smaltimento degli apparecchi. E l’acido succinico prodotto potrebbe essere riciclato per usi commerciali nell’industria farmaceutica e alimentare.

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