Economia circolare europea, il Parlamento UE chiede target 2030 vincolanti

Gli eurodeputati esortano la Commissione europea a redigere norme più rigorose in materia di consumo e riciclo. E di includere nella direttiva sull’ecoprogettazione anche prodotti non legati all’energia

economia circolare europea
Credits: European Union 2021/ EP

Le raccomandazioni di Strasburgo al nuovo piano sull’economia circolare europea

(Rinnovabili.it) – Lo scorso anno, in piena pandemia, la Commissione UE ha presentato il nuovo piano per l’economia circolare europea, documento ampio e strutturato con cui aggiornare la  precedente strategia in materia di rifiuti e riciclo. Il piano introduce misure legislative e non, per un totale di 35 azioni da implementare sul territorio comunitario. E per la prima volta sposta una buona parte dell’attenzione dalla gestione del rifiuto alle fasi a monte: progettazione consumo. Un aspetto importante se si considera che fino all’80% dell’impatto ambientale dei beni viene determinato in fase di progettazione.

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Il primo frutto di questo articolato percorso dovrebbe arrivare quest’anno, con una proposta legislativa dedicata ai prodotti sostenibili. In attesa di conoscere quali siano le nuove prescrizioni della Commissione, gli europarlamentari hanno presentato le loro raccomandazioni ufficiali per il piano sull’economia circolare europea. Ieri, infatti, la plenaria di Strasburgo ha votato il progetto di relazione del deputato Jan Huitema (Renew Europe, Paesi Bassi), fissando alcuni paletti importanti. A partire dalla richiesta di fissare obiettivi vincolanti per il 2030 per l’uso dei materiali e l’impronta di consumo; target che dovrebbero coprire l’intero ciclo di vita di ciascuna categoria di prodotto immessa sul mercato comunitario. 

Il documento, approvato in aula con 574 voti a favore, esorta l’esecutivo UE a proporre anche specifici obiettivi vincolanti anche per le quantità di materia prima seconda da utilizzare nella produzione. E chiede a Bruxelles di presentare una nuovo provvedimento legislativo che ampli il campo d’applicazione dell’attuale direttiva sull’ecodesing. La questione  principale, su cui si batto gli europdeputati, è la necessita di includere anche prodotti non legati all’energia nella normativa sulla progettazione ecocompatibile. Come? Fissando standard specifici di prodotto, che garantiscano beni durevoli, riutilizzabili, facilmente riparati, atossici, aggiornabili e riciclabile. Oltre, ovviamente, ad alta efficienza in termini di risorse ed energia impiegate.

Stop al greenwashing e all’obsolescenza programmata

Le altre proposte chiave degli europarlamentari includono: l’introduzione di misure contro il greenwashing, le false dichiarazioni ambientali e l’obsolescenza programmata; il sostegno all’Ecolabel UE come punto di riferimento per la sostenibilità ambientale; il rafforzamento del ruolo degli appalti pubblici verdi stabilendo criteri e obiettivi minimi obbligatori;l’integrazione dei principi dell’economia circolare europea nei piani di ripresa nazionali degli Stati membri.

“La transizione verso un’economia circolare è un’opportunità economica per l’Europa, che dovremmo cogliere”, ha spiegato Huitema. “Non siamo un continente ricco di risorse, ma abbiamo le competenze, le conoscenze e la capacità di innovare e sviluppare le tecnologie necessarie per chiudere per colmare le lacune e costruire una società senza sprechi”.

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