Rinnovare i propri interni in modo ecosostenibile? Ecco come

Una possibilità è quella di trovare soluzioni cosmetiche d’impatto che diano un forte impatto estetico ad uno spazio senza doverne rinnovare il mobilio.

Veruso Lino – Credits: ©tapetender70er.de

I lunghi lockdown dovuti alla pandemia ci ha costretto a riconsiderare gli interni delle nostre case. Il desiderio di abbellire e rinnovare lo spazio in cui passiamo la maggior parte del nostro tempo ha portato a un enorme interesse verso progetti di rinnovo e decorazione. Allo stesso tempo la consapevolezza dell’impatto ecologico delle nostre scelte ci spinge a riconsiderare l’idea dell’approccio “usa e getta” verso gli arredi domestici. Un’ampia quantità di rifiuti plastici e tossici viene infatti generata ogni volta che un appartamento viene aggiornato per far fronte alle esigenze di chi ci abita. Malgrado siano stati fatti passi avanti, con certificazioni di sostenibilità e mobili con legno proveniente da foreste rinnovabili, molto rimane ancora da fare. Come conciliare dunque le pressioni di una società dove social media come Pinterest o Instagram proiettano aspirazioni e stili nelle famiglie di ogni parte del pianeta, accorciando la durata media di un interno ed invitano a tenere al passo il look della propria casa, con un ovvio impatto energetico ed ecologico? Una possibilità è quella di trovare soluzioni cosmetiche d’impatto che diano un forte impatto estetico ad uno spazio senza doverne rinnovare il mobilio.

UNA NUOVA VITA ALLE PARETI DELLA VOSTRA CASA

Quando la gente parla delle “quattro mura” della casa, spesso pensa alla propria casa; tuttavia, nonostante l’espressione sia molto comune, sono proprio le pareti ad essere spesso sottovalutate. Una mano di vernice fresca (ovviamente ecologica) può creare una sensazione di freschezza nel vostro ambiente, portando luminosità e colore, rimuovendo le macchie e riportando l’ambiente al suo stato originale. La vernice ha però ovvi limiti decorativi, essendo per sua natura monocroma. Per soluzioni di impatto estetico maggiore l’alternativa è la carta da parati, la cui varietà in termini di materiali e motivi è incomparabilmente superiore. 

La carta da parati è un elemento decorativo che ha guadagnato sempre più spazio tra gli strumenti del decoratore d’interni a causa del suo prezzo relativamente basso e la sua capacità di creare una certa atmosfera. Purtroppo, come spesso accade nel nostro mondo sempre più globalizzato, il suo successo ha portato a un afflusso di proposte dubbie da parte di produttori a basso costo. Occorre dunque fare attenzione a cosa si compra ed evitare modelli a basso costo prodotti con processi industriali inquinanti e contenenti una notevole percentuale di plastica e quindi non sono riciclabili. Se abbiamo a cuore il futuro del nostro pianeta, dobbiamo muoverci verso alternative sostenibili che riducano i rifiuti riciclando i materiali una volta che non sono più necessari.

Veruso Lino – Credits: ©tapetender70er.de

LA CARTA DA PARATI COMPOSTABILE

Quando si parla di carta da parati ecologica, il primo punto di partenza è l’origine dei materiali. Le fibre naturali sono il punto cardinale di un approccio alla decorazione sostenibile in quanto, essendo meno dannose per l’ambiente, durano più a lungo e sono più resistenti. Materiali come il lino, il bambù, il cotone sono infatti molto più traspiranti delle fibre artificiali. Occorre poi valutare da dove provengono i materiali. Una delle prime cose da cercare è la presenza del certificato FSC, che garantisce che il legno necessario per produrre la cellulosa è stato coltivato in modo responsabile e che il materiale contenuto nella carta da parati è stato ottenuto in modo ecologico e sostenibile.

Un altro punto da considerare è il processo di produzione. Normalmente, infatti, questo richiede l’utilizzo di colle sintetiche per legare insieme il materiale naturale che rendono l’intero prodotto non adatto ad essere posto nel cesto del compost alla fine del suo ciclo di vita. Fortunatamente l’evoluzione tecnologica ha portato alla creazione di alcuni modelli di carta da parati ecologica che risponde a questi requisiti.

Uno dei primi prodotti al mondo ad aver superato questo ostacolo è Veruso Lino, un’innovativa tappezzeria creata da una piccola ditta di carte da parati di design, con sede in Germania. Questo modello è composto da fibre di lino, una pianta che necessita di pochissima acqua per crescere ed è dunque perfetta per l’agricoltura rigenerativa. Il lino è miscelato con viscosa naturale, composta da fibre tessili di origine naturale ottenute attraverso un processo di produzione a ciclo chiuso, provenienti da una silvicoltura sostenibile. La carta da parati risultante è di alta qualità, robusta e piacevole al tatto. È priva di coloranti artificiali per garantirne la piena compostabilità e presenta dunque una tonalità naturale neutra e calda. Data la sua natura è una tappezzeria relativamente leggera, ma riesce a garantire elevate caratteristiche termoisolanti, dato che l’aria viene intrappolata all’interno delle fibre di lino e viscosa. L’energia termica dell’ambiente riscaldato viene dunque assorbita dalla carta da parati. Per garantirne la piena compostabilità, occorre utilizzare, in fase di installazione, solo una pasta adesiva ecologica composta da pura cellulosa e che la carta parati non sia verniciata con alcun prodotto non biologico. 

Articolo precedenteL’imballo “stretch hood” made in Italy con il 30% di materiale riciclato
Articolo successivoLe associazioni agroalimentari incontrano il ministro Patuanelli

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui