ICESP: la via italiana per l’economia circolare

L’ENEA ha presentato a Roma  i primi risultati della Piattaforma Italiana per l’Economia Circolare

 

icesp

 

 

(Rinnovabili.it) – Si è tenuta oggi a Roma la prima conferenza annuale della neonata ICESP, acronimo delle parole inglesi Italian Circular Economy Stakeholder Platform. La piattaforma di cui si parla è quella lanciata a maggio di quest’anno per tradurre a livello nazionale l’iniziativa comunitaria ECESP, avviata dalla Commissione europea e dal Comitato Economico e Sociale UE. Oggi la piattaforma italiana si configura come un “network di network”, formato con l’obiettivo di creare un punto di convergenza nazionale su iniziative, esperienze, criticità e prospettive dell’economia circolare.

 

Sotto l’egida dell’ENEA, ben 60 stakeholder del settore (in rappresentanza di società civile, imprese, istituzioni e ricerca) collaborano e propongono, a partire dalle loro esperienze, soluzioni a sfide intersettoriali e specifiche. L’Agenzia nazionale, come spiegava poco a maggio Roberto Morabito, direttore del dipartimento di Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali dell’ENEA – ha promosso la nascita di ICESP, “con l’obiettivo, tra gli altri, di diffondere le eccellenze italiane e il nostro modo di fare economia circolare partendo dalle tradizioni e dalle tipicità del territorio associate ai modelli culturali, sociali e imprenditoriali che lo caratterizzano”.

I partecipanti si sono dati appuntamento nella capitale per discutere dei primi passi compiuti e di quelli ancora da fare. L’evento organizzato Sala Koch di Palazzo Madama è stato aperto dalla senatrice M5s e membro della Commissione Ambiente Patty L’Abbate (promotrice dell’evento) alla presenza anche del sottosegretario al Ministero dell’Ambiente Salvatore Micillo e della presidente della Commissione Ambiente al Senato, Vilma Moronese.

 

“Per poter innescare una vera transizione – ha commentato in apertura del convegno la senatrice L’Abbate –  non basta recepire le 4 direttive della comunità europea, è necessario il largo coinvolgimento di tutti gli attori e i soggetti che hanno un ruolo fondamentale in questa transizione. La partecipazione di tutti gli stakeholder, la condivisione e l’elaborazione di buone pratiche, di approcci integrati, è l’unico modo per spianare la strada alle politiche sostenibili di questo Governo”.

 

ICESP: la via italiana per l'economia circolare

 

“Dobbiamo sfruttare la situazione odierna per fare un ulteriore passo avanti”, spiega Federico Testa, presidente dell’ENEA, che chiede oggi meno parole e slogan ma qualcosa di più tangibile “Dobbiamo sporcarci le mani con la possibilità concreta di riuscire a ottenere dei risultati. Per questo motivo abbiamo deciso di dare vita a un’iniziativa mirror di quella europea, perché vogliamo far sì che, attraverso le esperienze di chi partecipa e attraverso l’apertura ai contributi di università, centri di ricerca e  istituzioni, più volontà ed energie concorrano a individuare delle strade concrete per poter ‘fare’ economia circolare e non semplicemente parlarne”.

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