La Regione avvia un percorso partecipativo per trasformare la gestione del ciclo dei rifiuti interamente basata sull'economia circolare

Economia circolare in Umbria, piano per la massima circolarità
La Regione Umbria punta a superare definitivamente la logica dell’emergenza rifiuti attraverso una soluzione strutturale, puntando su 2 pilastri: un disegno di legge sull’economia circolare e l’aggiornamento del piano regionale dei rifiuti. L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare la gestione dei rifiuti da problema a risorsa. “La Regione Umbria si avvia a compiere un passo decisivo verso la sostenibilità ambientale e la riduzione dei costi per famiglie e imprese“, il messaggio lanciato dalla presidente della Regione Stefania Proietti.
La Regione Umbria, partendo dai dati del 2024, punta ad abbattere il conferimento di rifiuti in discarica, passando da 537 chilogrammi per abitante a 500 nel 2030, con un taglio dello smaltimento in discarica da 182 chili a 91.
Stop agli inceneritori e risparmi milionari
La strategia regionale è netta: nessun nuovo inceneritore e nessun ampliamento delle discariche esistenti. Al centro della visione c’è una progressiva riduzione del conferimento in discarica, che si stima possa portare a risparmi annui di circa 22 milioni di euro. A questi si aggiungeranno circa 1,5 milioni di euro derivanti dalla vendita delle materie prime seconde recuperate. Per incentivare i comportamenti virtuosi, verrà introdotta la tariffazione puntuale (PAYT) basata sul principio chi inquina paga, premiando i comuni e i cittadini più attenti alla differenziata.
Obiettivi ambiziosi per il 2030
Il disegno di legge, composto da 53 articoli, intende superare il vecchio modello di smaltimento, promuovendo un ecosistema industriale fondato su circolarità, simbiosi tra filiere produttive e innovazione tecnologica.
Tra i traguardi fissati per il 2030 spiccano:
- Un limite massimo di 100 kg di rifiuti indifferenziati per abitante.
- Il raggiungimento dell’80% di raccolta differenziata.
- Un tasso di riciclo effettivo del 65% della materia recuperata.
- La riduzione del conferimento in discarica dal 30% al 20%.
- Una riduzione complessiva del 10% della produzione totale di rifiuti.
Innovazione e Intelligenza Artificiale
L’innovazione tecnologica sarà il motore di questo cambiamento. Il piano prevede la trasformazione dei vecchi impianti di Trattamento Meccanico Biologico (TMB) in strutture automatizzate guidate dall’intelligenza artificiale e sensori ottici. Non si tratta solo di gestire gli scarti, ma di promuovere un ecosistema industriale basato sulla simbiosi tra filiere e sulla prevenzione. Saranno infatti incentivati il riuso, la riparazione, il commercio sfuso e il contrasto allo spreco alimentare, oltre all’installazione di dispenser di acqua potabile nelle pubbliche amministrazioni.
Umbria protagonista in Europa
Questa visione proietta la regione in una dimensione internazionale. L’Umbria è stata scelta per redigere il parere ufficiale delle Regioni europee sull’Eir 2025. “La nostra regione può giocare un ruolo centrale nell’Italia Mediana“, ha sottolineato la presidente Proietti, che aggiunge: “Vogliamo arrivare a fine legislatura dimezzando il flusso dei rifiuti conferiti nelle discariche“.












