Belgio: il governo approva l’abbandono del nucleare entro il 2025

Il patto energetico approvato lo scorso venerdì dal governo belga programma il phase out nucleare. Gli investimenti nell’atomo saranno dirottati sull’energia rinnovabile

abbandono nucleare belgio

 

Più rinnovabili, meno atomo: Bruxelles si prepara all’abbandono del nucleare

(Rinnovabili.it) – Il Belgio firma l’abbandono del nucleare. Con un accordo approvato lo scorso venerdì 30 marzo, il governo ha definito il percorso d’uscita dall’energia atomica: il Paese spegnerà i suoi sette reattori entro il 2025. Il phase out nucleare è, infatti, uno dei capitoli del nuovo patto energetico nazionale concordata dalle parti di governo, che deve tuttavia ancora essere formalizzata in Consiglio dei Ministri entro il 31 marzo.

 

In realtà, il piano belga riprende in mano una misura su cui i Paese discute ormai da 14 anni senza riuscire a concretizzarla. Anche perché la nazione ottiene oggi dalla fissione circa il 50 per cento della sua energia elettrica, collocandosi al quarto posto nella classifica europea degli Stati con la maggior quota di nucleare nel mix, dopo Francia, Slovacchia e Ucraina. Procedere con l’abbandono del nucleare non sarà facile, visto anche il ritardo del Belgio sugli obiettivi rinnovabili (solo l’8,7% del suo fabbisogno energetico proviene da fer) e i rubinetti olandesi del gas in via di chiusura.

 

>>Leggi anche Il Belgio studia incentivi per il fotovoltaico di comunità<<

 

Ma il governo sembrerebbe fermamente intenzionato a mettere un punto sulla questione, soprattutto dopo le polemiche suscitate negli anni passati a causa di problemi di sicurezza e dell’età avanzata dei reattori. L’ondata di timori creata dopo l’incidente di Fukushima ha portato l’Europa a passare al microscopio i propri impianti. E così nel 2012, in seguito ad un ciclo di ispezioni, l’autorità belga per la sicurezza nucleare (la Fanc, Federal Agency for Nuclear Control) ha individuato alcuni problemi tecnici (crepe nel sistema pressurizzato dei reattori) sia nella centrale nucleare di Doel, vicino all’Olanda, che in quella di Thiange, a confine con Lussemburgo e Germania. Gli impianti – che hanno già 40 anni di vita alle spalle – sono stati velocemente chiusi, ispezionati e riattivati nel 2015, prorogandone però l’attività fino al 2025.

 

Un prolungamento che ha fatto infuriare gli ambientalisti soprattutto a causa dell’età da pensionamento delle centrali. “I n base alla Loi sur la sortie du nucléaire (legge del 2003), i reattori Tihange 1, Doel 1 e Doel 2 dovevano essere chiusi definitivamente nel 2015”, spiega Greenpeace Belgio sottolineando come sia il governo Di Rupo che quello Michel abbiano prolungato la vita dei reattori temendo la compromissione della sicurezza dell’approvvigionamento. Ma le frequenti interruzioni delle centrali, dovuti a incidenti o défaillance tecniche stanno mostrando i limiti di queste proroghe “Come altri esperti, avevamo avvertito che questi reattori obsoleti sarebbero rimasti più frequentemente fermi e, soprattutto, per periodi più lunghi, mettendo così in pericolo il nostro approvvigionamento energetico. I fatti ci hanno dato ragione”.

 

E di certo non rassicura il nuovo piano di sicurezza nucleare approvato nei giorni scorsi dal ministro dell’interno Jan Jambon: le farmacie del Belgio distribuiranno gratuitamente delle pastiglie di iodio a chi ne farà richiesta (già fornite a chi vivono in aree a rischio) con l’obiettivo di limitare il rischio di sviluppare un cancro alla tiroide in caso di incidente nucleare.

Oltre all’abbandono del nucleare, il nuovo patto energetico belga definisce un incremento negli investimenti dedicati alla costruzione di capacità rinnovabile, in particolare nelle centrali eoliche offshore.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui