Il Rapporto AIEL analizza dieci anni di evoluzione del parco impiantistico e indica come accelerare la riqualificazione tecnologica in Italia.

I numeri chiave del Rapporto AIEL sulle biomasse legnose in Italia
La situazione del mercato delle biomasse legnose in Italia è al centro del Rapporto Statistico AIEL, che aggiorna la sua analisi al periodo 2014-2023. L’analisi dell’Associazione Italiana Energie Agroforestali fotografa un parco installato di 8.063.896 generatori, una quota ancora elevata di apparecchi obsoleti e una riduzione delle emissioni PM10 biomasse pari al -40% dal 2010.
I generatori moderni migliorano le prestazioni, ma l’80,6% degli impianti appartiene ancora alle classi più vecchie e produce oltre il 90% delle emissioni. Il rapporto indica quattro direttrici prioritarie: sostituzione dei generatori a 2 stelle, incentivi stabili, controlli rafforzati e comunicazione più efficace. Una strategia che punta a accelerare la riqualificazione impianti biomassa e ridurre l’impatto emissivo del settore.
Leggi anche Biomasse legnose per il riscaldamento, fino a 9 mld di m3 di gas in meno all’anno
Un parco installato di oltre 8 milioni di generatori
Il Rapporto AIEL quantifica 8.063.896 apparecchi installati nel 2022, di cui 7.815.550 domestici e 248.346 caldaie. La maggioranza è alimentata da generatori legna pellet, con 6.061.027 apparecchi a legna (75,2%) e 1.977.211 a pellet (24,5%). Le stufe a pellet crescono dal 6% del 2010 al 21% del 2022, mentre i camini aperti calano dal 42% al 34%.
Il parco resta però molto datato: il 66% degli apparecchi ha più di 10 anni, con oltre 3 milioni di camini aperti ancora in servizio. L’analisi evidenzia che l’età media degli impianti incide direttamente sulla qualità delle emissioni, rendendo fondamentale il ricambio tecnologico.
Il ricambio tecnologico rallenta ma migliora la qualità del parco
Grazie al Conto Termico e ai bandi regionali, i generatori certificati migliorano in modo significativo. I prodotti a 4 stelle passano da 90.000 unità nel 2017 a oltre 836.000 nel 2023, mentre quelli a 5 stelle raggiungono 95.000 installazioni.
Parallelamente, gli apparecchi a 2 stelle diminuiscono di oltre un milione. Nonostante questo progresso, l’80,6% del parco rimane in fascia obsoleta e genera più del 90% delle emissioni PM10 biomasse. Le unità più moderne, pur crescendo, rappresentano ancora una quota troppo limitata rispetto al totale.
Secondo AIEL, le politiche dovrebbero concentrarsi sulle sostituzioni, non su ulteriori restrizioni per i prodotti nuovi, che inciderebbero per meno del 4% sul totale delle emissioni.
I consumi delle biomasse legnose in Italia
Nel 2022 i consumi mostrano un calo complessivo: -13% per la legna (–1,5 Mt), -11% per il pellet (–0,4 Mt) e -15% per il cippato (–0,2 Mt). La legna passa dall’85% del 2010 al 70% del 2022 del totale dei consumi, mentre il pellet sale dall’8% al 21%, con un incremento pari al +99% in dodici anni.
I camini aperti, pur rappresentando il 34% del parco, pesano per il 18% dei consumi, mentre stufe a legna, inserti e stufe a pellet assorbono circa il 60% dei combustibili.
Le tendenze mostrano un lento ma costante spostamento verso i sistemi automatici, più efficienti e con emissioni inferiori.
Emissioni in forte calo: –40% in 10 anni
L’effetto combinato della diffusione di tecnologie più moderne e del calo dei consumi ha ridotto in modo rilevante le emissioni. Le emissioni PM10 biomasse scendono da oltre 72.000 tonnellate nel 2010 a circa 60.000 nel 2023, pari a un calo del -37%, con una tendenza coerente anche con la serie storica del Rapporto AIEL.
Le nuove tecnologie vendute nel 2022 sono in media nella fascia 3–4 stelle, ma rappresentano solo il 3% del parco. È quindi la sostituzione degli apparecchi obsoleti a determinare i maggiori margini di miglioramento, come evidenziato dai dati che mostrano emissioni molto più elevate per le unità tradizionali rispetto a quelle moderne e certificate.
Quattro priorità per accelerare la transizione
Il Rapporto indica dunque quattro leve operative:
- Riqualificare gli apparecchi a 2 stelle, responsabili della quota maggiore di emissioni;
- Stabilizzare e semplificare gli incentivi, garantendo regole nazionali chiare e accessibili;
- Rafforzare i controlli sugli impianti tramite verifiche integrate e tecnologie come droni e termocamere;
- Migliorare la comunicazione, puntando sui benefici economici e ambientali dei sistemi moderni.
Domenico Brugnoni, presidente di AIEL, sottolinea: “Il turnover tecnologico è avviato, ma per ottenere risultati ambientali significativi serve una forte accelerazione. Dobbiamo sostituire milioni di apparecchi vecchi con soluzioni già disponibili e performanti”. Ribadisce poi che “il problema non sono le biomasse in sé, ma l’obsolescenza di troppi apparecchi ancora in funzione”, indicando la direzione delle politiche future.












