La Commissione Europea ha presentato un piano d'azione strategico volto a potenziare le comunità energetiche rinnovabili. 5 i binari dell’azione: quadri normativi efficaci, accesso ai finanziamenti, capacity building, partecipazione e innovazione digitale.

Il nuovo Pacchetto Energia per i Cittadini
Una raccomandazione e un piano d’azione per potenziare le comunità energetiche rinnovabili (CER) in Europa. È quanto ha pubblicato lo scorso 30 aprile la Commissione europea all’interno di un pacchetto comunicativo più ampio volto a proteggere i propri cittadini. In che modo? Fornendo indicazioni dettagliate e pratiche ai Ventisette su come tutelare i gruppi vulnerabili dagli elevati prezzi dell’energia, garantire mercati al dettaglio competitivi, consentire ai consumatori di compiere scelte informate e premere l’acceleratore sull’autoconsumo.
Le CER in Europa
L’Europa si era data un obiettivo ambizioso sul fronte della transizione energetica dal basso: creare entro il 2025 una comunità energetica rinnovabile (CER) in ogni comune con una popolazione superiore a 10.000 abitanti. La realtà ci racconta però un’altra storia. Secondo il decimo rapporto sullo stato dell’Unione dell’energia, pubblicato nel novembre 2025, nell’UE esistono oltre 8.000 comunità energetiche. Un ottimo inizio, è vero, ma nulla più di questo.
Nonostante a livello comunitario si siano gettati i binari (Direttiva Mercato elettrico e REPowerEU) per mettere i cittadini in condizione di produrre, immagazzinare, consumare, condividere o vendere la propria energia rinnovabile e nonostante gli Stati membri abbiano fornito l’alimentazione (incentivi e finanziamenti), la maggior parte dei “treni CER” appare ferma in stazione.
Il problema principale è che queste configurazioni dell’autoconsumo dipendono fortemente dall’impegno e dal lavoro volontario dei cittadini. Ciò fa sì che spesso debbano affrontare vincoli specifici in termini di capacità tecnica, tempo e risorse finanziarie che incidono sul ciclo di sviluppo del progetto e sull’accesso ai mercati dell’energia. “È particolarmente difficile per le comunità energetiche mobilitare finanziamenti nelle fasi iniziali dello sviluppo del progetto, gestire procedure amministrative complesse, investire in infrastrutture tecniche o condurre operazioni di mercato”, scrive Bruxelles.
Eppure in un momento come quello attuale, che conta due crisi energetiche nel giro di appena 5 anni, lo strumento dell’autoconsumo dovrebbe divenire la prima arma di difesa.
“Il conflitto in Medio Oriente – e il suo impatto sui prezzi dell’energia – sottolinea quanto rimangano instabili i mercati energetici globali e quanto urgente sia per l’Europa rafforzare la propria resilienza energetica. Questo deve essere il momento di accelerare la transizione verso un sistema energetico più sostenibile, sicuro e incentrato sul consumatore”, ha commentato il commissario per l’Energia e l’edilizia abitativa, Dan Jørgensen.
Il Piano d’azione per le CER in Europa
Il lavoro da fare è molto, ma la Commissione europea tende una mano agli Stati membri con una serie di indicazioni e annunciando i prossimi interventi lato CER.
Il piano per le comunità energetiche disegna la strategia per raggiungere l’obiettivo di 90 GW di capacità rinnovabile installata in modalità CER. L’azione si muove su 5 direttrici: normativa, finanziaria, comunicativa, sociale, tecnologica.
Quadri normativi abilitanti
Dal punto di vista regolatorio Bruxelles si impegna a valutare la necessità di semplificare e allineare le definizioni UE di comunità energetiche, monitorando al tempo stesso le barriere nazionali e le buone pratiche attraverso il Citizen Energy Advisory Hub (CEAH). Di pari passo avvierà indagini su eventuali pratiche di marketing sleale riguardanti la condivisione di energia.
Accesso ai finanziamenti
La Commissione europea promuoverà l’utilizzo delle garanzie InvestEU per sbloccare prestiti a tassi agevolati in collaborazione con il Fondo Europeo per gli Investimenti. Nel corso di quest’anno sarà inoltre pubblicata una guida sui modelli di finanziamento per supportare la condivisione di energia e i servizi di flessibilità, e sarà creato un gruppo di lavoro dedicato per rafforzare l’utilizzo dei fondi di coesione per le comunità energetiche.
Ultimo passaggio: il Fondo europeo per le comunità energetiche (European Energy Communities Facility), strumento che sostiene le CER europee fornendo finanziamenti e opportunità di sviluppo delle capacità, sarà rifinanziato oltre il 2027 per fornire risorse iniziali a oltre 140 comunità nella fase di pre-sviluppo.
Sensibilizzazione e assistenza tecnica
Bruxelles si appresta a lanciare una campagna di comunicazione dedicata ai diritti dei consumatori e all’informazione per autorità locali, agricoltori e piccole imprese sulle opportunità offerte dalle comunità rinnovabili.
Fornirà anche assistenza tecnica diretta tramite il CEAH per lo sviluppo di progetti di stoccaggio, efficienza energetica e rinnovabili e mobiliterà fondi LIFE CET per professionalizzare e scalare i progetti attraverso l’apprendimento tra pari.
Inclusione sociale
L’aspetto sociale è sempre stato alla base del concetto di CER, ma Bruxelles vuole essere sicura che divenga prioritario. Come? Supportando le autorità locali, tramite l’Energy Poverty Advisory Hub (EPAH), nel coinvolgere le famiglie vulnerabili e contrastare la povertà energetica.
Obiettivo che sarà reso possibile anche grazie alla promozione di criteri di inclusione sociale negli appalti pubblici e nelle concessioni, attraverso l’istituzione di una “comunità di pratica” nell’ambito della Public Buyers’ Platform (la piattaforma degli acquirenti pubblici).
Sempre quest’anno sarà inoltre pubblicata una guida pratica sulla partecipazione dei cittadini, attraverso il CEAH (Rural Energy Community Advisory Hub) e l’EPAH, per supportare i decisori politici nell’identificazione e nel sostegno di comunità energetiche a guida cittadina e socialmente inclusive.
Dal 2027 invece verranno istituiti corsi di formazione in loco tra le regioni produttrici di carbone, torba e scisto bituminoso sul tema delle comunità energetiche e verrà pubblicato un modello di contratto standardizzato per la cooperazione tra gli sviluppatori di progetti di energia rinnovabile e le comunità energetiche.
Innovazione tecnologica
Sotto questo aspetto la Commissione europea si impegna a finanziare soluzioni intelligenti, come ad esempio le batterie di quartiere, tramite i fondi del bando LIFE CET. Contestualmente erogerà risorse per microreti e reti di riscaldamento rinnovabile a guida comunitaria tramite Horizon Europe. Nel dettaglio stanzierà 12 milioni di euro solo per lo sviluppo di algoritmi di intelligenza artificiale volti a ottimizzare la condivisione dell’energia.
Il prossimo anno invece studierà come i mercati energetici locali a livello di rete di distribuzione possano essere integrati con il mercato all’ingrosso in modo standardizzato, per garantire che i piccoli sistemi energetici distribuiti operino in modo efficiente consentendo una flessibilità scalabile.












