Assessore Bugaro: “Mettere a sistema il patrimonio pubblico per produrre energia pulita significa ridurre i costi, aumentare l’autonomia energetica e rafforzare la sostenibilità ambientale”.

Approvata dalla Giunta la delibera n. 180 del 24 febbraio 2026
Per rispettare gli obiettivi vincolanti in termini di potenza installata da fonti energetiche rinnovabili (FER), le Marche punteranno anche sull’autoconsumo. E lo faranno in grande, rendendo la pubblica amministrazione il traino delle nuove configurazioni dell’energia distribuita. In che modo? Con il progetto di una comunità energetica regionale che non solo faccia da punto di riferimento, ma aiuti concretamente il perseguimento del target 2030. Vale a dire un incremento di 2.346 MW della potenza verde installata entro i suoi confini territoriali.
“Vogliamo che la Regione sia la prima a dare l’esempio”, sottolinea l’assessore allo Sviluppo economico e all’Energia, Giacomo Bugaro, in occasione dell’approvazione della delibera da parte della Giunta.
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La Comunità Energetica Regionale delle Marche
L’atto in questione dà il via a una mappatura dettagliata dell’intero patrimonio immobiliare dell’ente, con l’obiettivo di individuare superfici atte a ospitare nuovi impianti rinnovabili, fotovoltaico in primis.
La ricognizione prenderà in esame gli immobili di proprietà regionale e le relative aree di pertinenza, inclusi parcheggi e piazzali. Nel dettaglio, la Giunta incaricherà gli uffici competenti di effettuare uno studio volto a individuare le superfici utilizzabili e il massimale di potenza installabile da fonti rinnovabili.
Il progetto si ricollega direttamente agli obiettivi del nuovo Piano Energetico Regionale, che ha stimato cumulativamente (considerando anche gli spazi privati) un potenziale urbano di 1.994.000 metri quadrati sfruttabili per l’installazione del fotovoltaico. Una superficie che permetterebbe di realizzare oltre 373 MW di nuova potenza solare.
Aumentare l’autonomia energetica
“Con questa delibera l’ente assume un ruolo attivo e responsabile nel contribuire al raggiungimento degli obiettivi di transizione energetica, dando un segnale concreto”, prosegue l’assessore Bugaro. “Mettere a sistema il patrimonio pubblico per produrre energia pulita significa ridurre i costi, aumentare l’autonomia energetica e rafforzare la sostenibilità ambientale, avviando al tempo stesso il percorso per la costituzione di una Comunità Energetica Regionale capace di mettere in rete produzione e autoconsumo e di generare benefici economici e ambientali per l’ente e per il territorio”.












