Decreto rinnovabili, 3 proposte da Stati Generali della Green Economy

Inviate ai Ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente le proposte per ridare forza al comparto e puntare a un 50% verde nel fabbisogno di energia elettrica

Decreto rinnovabili, 3 proposte da Stati Generali della Green Economy

 

(Rinnovabili.it) – Semplificazione iter burocratici, sostegno agli impianti domestici e alla Generazione distribuita, migliorare il sistema delle aste. Queste in estrema sintesi quanto chiede oggi il gruppo di lavoro Energia e Clima degli Stati Generali della Green Economy, al Governo. Il riferimento è chiaro: il decreto rinnovabili non fotovoltaiche, il testo che dovrebbe garantire equilibrio al settore dell’energia pulita una volta “sorpassato”, per così dire, il D.M. 6/7/2012. Il gruppo ha elaborato tre proposte di modifica al provvedimento che fin da subito ha suscitato critiche e perplessità. Inviate al Ministero dello Sviluppo economico e quello dell’Ambiente, i pareri in questione centrano quello che è il problema principale del nuovo testo. Negli ultimi anni diversi provvedimenti normativi hanno pesantemente rallentato lo sviluppo del settore delle rinnovabili; per garantire una ripresa della crescita in grado di ridare prospettive e certezze al comparto, è necessaria un’azione decisa. Quella che manca per ora nello schema del Decreto Rinnovabili.

 

“Il decreto elaborato dal Mise ed attualmente in consultazione al Ministero dell’ Ambiente – ha dichiarato Andrea Barbabella coordinatore del gruppo di lavoro Energia e Clima – rappresenta in ogni caso un provvedimento a breve termine, e riteniamo pertanto urgente aprire da subito una fase di confronto con gli operatori e i soggetti coinvolti sulle politiche di sostegno al settore con orizzonte almeno al 2020”.

 

Le tre proposte per il decreto rinnovabili non fotovoltaiche

 

 

Avviare un processo di reale semplificazione: Il mondo delle rinnovabili chiede da tempo non tanto più risorse, quanto una maggiore semplificazione dei meccanismi di sostegno e degli iter autorizzativi, che gravano sulle imprese scoraggiando gli investimenti e aumentando il costo del kWh rinnovabile rispetto agli altri paesi europei. In tale contesto si propone di inserire nel Decreto misure atte a limitare l’aleatorietà e l’imprevedibilità dell’attuale sistema “a tetto” basato sul contatore del GSE. Si propone, inoltre, un alleggerimento degli iter previsti dai meccanismi delle aste e dei registri, nonché procedure autorizzative semplificate per gli interventi di rifacimento e ricostruzione, mantenendo i necessari livelli di tutela ambientale.

 

 

Prevedere meccanismi adeguati per il sostegno a cominciare dagli impianti di piccola taglia e dalla generazione distribuita: Si ritiene necessario rivedere le tariffe e i contingenti con i criteri di accesso connessi, favorendo la generazione distribuita e puntando maggiormente sulla crescita degli impianti di piccola taglia eolici, idroelettrici e a biomasse/biogas. I tagli proposti rispetto al DM 6 luglio 2012 sono eccessivamente penalizzanti e rischiano seriamente di compromettere lo sviluppo di queste tecnologie. In particolare si propone di rivedere al rialzo i contingenti dei piccoli impianti e di mantenere tariffe in linea con quelle del DM del 2012 consentirebbe di continuare a supportare questi comparti strategici senza incidere in modo significativo sulla bolletta, anche grazie alla progressiva chiusura dei vecchi meccanismi di incentivazione. Si propone, inoltre, di reintrodurre meccanismi di supporto alla geotermia e all’eolico off-shore scomparsi nell’attuale bozza.

 

 

Dare maggiore efficacia al meccanismo delle aste: Il meccanismo delle aste per l’eolico ha prodotto un sostanziale arresto del settore: la nuova potenza di eolico è passata da oltre 1.200 MW del 2012 a poco più di 100 MW nel 2014. In tale quadro si propone innanzitutto di qualificare i soggetti aggiudicatari e gli investimenti attraverso la richiesta di adeguata referenziazione dei soggetti proponenti, un limite di tempo congruo una volta pubblicata la graduatoria per rendicontare sull’effettivo avvio dei lavori di realizzazione dell’impianto e una penalizzazione per quanti si aggiudicano l’asta, impegnano la quota di potenza assegnata e poi non realizzano l’impianto. Inoltre, affinché il meccanismo sia realmente efficace nella promozione di tale tecnologia, anche in questo caso i contingenti e le tariffe a base d’asta vanno riportati ai livelli del DM 2012.

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