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Manovra 2026, gli emendamenti segnalati in tema energia

Dall'estensione di Transizione 5.0 agli energivori alle misure sul repowering passando per nuovi incentivi all'edilizia. Ecco i correttivi segnalati, presentati sulla Manovra 2026

Manovra 2026, gli emendamenti segnalati in tema energia

Gli emendamenti segnalati per la Manovra 2026

Passata la scure sui circa 5.700 emendamenti presentati alla Manovra 2026. Per il provvedimento, oggi in mano al Senato, si contano ora “solo” 400 proposte di modifica tra quelle prioritarie per l’esame in Commissione Bilancio. E fra queste, circa due terzi sono correttivi segnalati dai gruppi parlamentari della maggioranza.

Nella vasta mole di testi depositati, Rinnovabili ha evidenziato tutti gli emendamenti che riguardano, direttamente o indirettamente, il macro tema dell’energia. Da quelli connessi agli incentivi di Transizione 5.0 al Bonus casa e al repowering degli impianti rinnovabili.

Vediamo dunque da vicino quelle che potrebbero divenire le nuove norme della Legge di Bilancio 2026.

Emendamenti dedicati al settore edilizio

Sono diverse le proposte di modifica per la Manovra 2026 che toccano da vicino la questione casa. Tralasciando in questa sede il nuovo condono edilizio, tra i correttivi segnalati rientrano nuove misure a supporto per l’efficienza energetica sia a livello dell’immobile che delle apparecchiature domestiche.

Nel dettaglio, da Forza Italia arriva la proposta di introdurre ulteriori incentivi alla transizione ecologica immobiliare, riducendo il carico fiscale sull’acquisto per i giovani Under 36 a basso ISEE (non superiore ai 40mila euro annui), a condizione che effettuino una riqualificazione energetica dell’immobile con salto di almeno due classi energetiche (da attestare con APE).

Si chiede inoltre di reintrodurre il Bonus Case Green, detrazione IRPEF pari al 50% dell’IVA corrisposta per l’acquisto di unità immobiliari residenziali di nuova costruzione in classe energetica A o B e da applicare sugli atti di compravendita stipulati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026. Ulteriore emendamento segnalato da Forza Italia propone la proroga fino al 2028 del Bonus Casa 50%, la detrazione valida sulle ristrutturazioni delle prime case.

Rimanendo in ambito domestico, i senatori Testor e Dreosto (Lega) hanno proposto di estendere l’applicazione del bonus elettrodomestici all’acquisto di apparecchi – e contestuale riciclo di quelli obsoleti – anche agli anni 2026 e 2027, incrementando il budget della misura.

Emendamenti a favore delle imprese

È a firma PD l’emendamento che chiede di riconoscere un credito d’imposta alle piccole e medie imprese (PMI) per l’acquisto e l’installazione di impianti solari fotovoltaici sui propri edifici commerciali e pertinenze dal 1° gennaio 2028 e fino al 31 dicembre 2028. Il credito spetterebbe anche per le spese di audit energetici funzionali all’individuazione delle caratteristiche energetiche dell’impresa, la rimozione dell’amianto e per l’acquisto e l’installazione di sistemi di accumulo dell’energia elettrica integrati agli impianti. E prevedendo le seguenti aliquote:

  • per impianti di auto-produzione da fonti di energia rinnovabile fino a 50 kW, l’aliquota è pari all’80% della spesa complessiva sostenuta;
  • per impianti di auto-produzione da fonti di energia rinnovabile da 51 a 100 kW, l’aliquota è pari al 65% della spesa complessiva sostenuta;
  • per impianti di auto-produzione da fonti di energia rinnovabile da 101 a 200 kW, l’aliquota è pari al 50% della spesa complessiva sostenuta.

Dalla Lega arriva un emendamento riguardante Transizione 5.0 che, se approvato, aprirebbe la misura anche alle imprese con forti consumi energetici. Lo stesso chiede anche la cumulabilità del credito d’imposta Transizione 5.0 con i Titoli di Efficienza Energetica (TEE), anche se riferiti agli stessi progetti.

Tra gli emendamenti alla Manovra depositati da Forza Italia appare invece la proposta di introdurre nel sistema dei Certificati Bianchi anche i progetti che prevedano “l’utilizzo di biocarburanti liquidi sostenibili in purezza”.

Proposte di correzioni anche al super-ammortamento, lo strumento fiscale che dovrebbe sostenere i crediti d’imposta 4.0 e 5.0 per gli investimenti delle imprese. Dai senatori di Azione arriva la richiesta di semplificare il regime delle aliquote passando a un regime unico e introducendo un quarto scaglione (sopra i 20 milioni di euro) con una maggiorazione del 100%.

Emendamenti riguardanti gli impianti rinnovabili

È della Lega anche l’emendamento alla Manovra 2026 che chiede una “sanatoria” con obbligo di efficientamento per gli impianti esistenti su terreni di uso civico. Recita il testo:

  1. Gli interventi di ammodernamento e rinnovamento (revamping) ovvero di potenziamento ed efficientamento (repowering) di impianti di produzione di energie rinnovabili (FER), anche se afferenti a impianti già realizzati su aree di demanio civico in assenza della preventiva sdemanializzazione e autorizzazione paesaggistica, sono ritenuti consentiti in funzione di accelerazione della transizione energetica e alla luce del superiore interesse pubblico nazionale e comunitario. Resta fermo l’obbligo per l’impresa realizzatrice di rimozione integrale dei manufatti dismessi e delle opere afferenti, anche interrate, con contestuale ripristino dello stato dei luoghi.
  2. Le aree di uso civico liberate sono restituite alla fruizione collettiva, ai sensi delle vigenti disposizioni in materia di usi civici.
  3. Fermo restando il rispetto della normativa paesaggistica, l’impianto rinnovato o potenziato deve, ad ogni modo, essere realizzato con minore consumo di suolo rispetto al preesistente, mediante utilizzo delle migliori tecnologie possibili e secondo un tracciato che lasci indenni per quanto consentito altre aree di demanio civico.
  4. Per la realizzazione degli interventi di cui al comma 1, l’indennità di esproprio relativa ai terreni di demanio civico deve essere determinata secondo le vigenti disposizioni e corrisposta al Comune titolare dei diritti di uso civico per essere versata su capitolo di bilancio vincolato.

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