L'Energy Efficiency 2025 della IEA evidenzia un'accelerazione del tasso di miglioramento dell'efficenza. Progressi nell'intensità energetica di Cina e India, mentre UE e Stati Uniti battono la fiacca

Pubblicato il report Energy Efficiency 2025
Quando nel 2023 quasi 200 governi hanno concordato alla COP28 di Dubai di collaborare per raddoppiare collettivamente il tasso di miglioramento dell’efficienza energetica globale, lo avevano fatto ben consapevoli delle resistenze. Oggi, infatti, due anni dopo, la promessa appare ancora vuota e più che di progressi si dovrebbe parlare di passi sbilenchi.
A mostrare il complesso gioco dell’oca in cui il Mondo sembra impegnato quando si parla di efficienza, è il nuovo rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA). Presentato non a caso in occasione della COP 30 di Belem, l’Energy Efficiency 2025 offre uno sguardo puntuale sulle tendenze globali in termini di intensità e domanda energetica, investimenti, occupazione e politiche. E sottolinea come, nonostante i miglioramenti conquistati quest’anno rispetto al 2024 e i progressi di grandi economie come India e Cina, il Pianeta sia ancora fuori rotta.
Il tasso di miglioramento dell’efficienza energetica globale
Per essere precisi, la COP28 ha chiesto un miglioramento annuo del tasso di efficienza del 4% entro il 2030. Oggi il tasso è all’1,8%. Decisamente sopra al misero 1% del 2024, ma ancora lontano sia dal target 2030 sia dal trend di miglioramento che ha caratterizzato gli anni tra il 2010 e il 2019 (circa il 2% annuo).

Miglioramento dell’intensità energetica primaria globale, 2000-2025, Obiettivo di raddoppio della COP28, 2030 , IEA, Parigi https://www.iea.org/data-and-statistics/charts/global-primary-energy-intensity-improvement-2000-2025-cop28-doubling-target-2030, Licenza: CC BY 4.0
Ben inteso: gli sforzi messi in campo non sono omogenei. Le stime preliminari della IEA indicano che diverse economie in via di sviluppo stanno mostrando i progressi più consistenti in termini di intensità energetica (rapporto tra il consumo interno lordo di energia e il PIL). Ad esempio, per Cina e India si parla di un miglioramento rispettivamente del 3% e 4%.
Di contro, le economie più avanzate come Stati Uniti e Unione Europea sembrerebbero rallentare. Dopo i progressi obbligatori raggiunti durante la crisi dell’energia, quest’anno l’intensità energetica migliorerà solo dell’1%, dopo diversi anni di performance più sostenute.
“L’accelerazione del progresso globale in materia di efficienza energetica che stiamo osservando nel 2025 è incoraggiante, compresi segnali positivi in alcune importanti economie emergenti. Ma la nostra analisi mostra che i governi devono impegnarsi ancora di più per garantire che l’intera gamma di benefici dell’efficienza sia goduta dal maggior numero possibile di persone”, ha affermato il Direttore Esecutivo della IEA Fatih Birol. “L’efficienza energetica ha il potere di migliorare la vita e i mezzi di sussistenza delle persone attraverso una maggiore sicurezza energetica, bollette più accessibili, una migliore competitività economica e minori emissioni”.
Perché l’efficienza ha il freno a mano tirato?
Perché facciamo tanta fatica in questo campo? Come spiega il report, le cause sono molteplici e connesse fra loro.Innanzitutto, circa due terzi della crescita della domanda finale di energia dal 2019 ad oggi si è concentrata nell’industria, un settore che sta facendo un uso sempre più intensivo dell’energia, frenando i progressi ottenuti in altri comparti.
Ma il problema è anche la poca lungimiranza dei decisori. Le politiche sono infatti rimaste indietro rispetto ai progressi tecnologici, perdendo spesso l’occasione per promuovere risparmi energetici attraverso nuovi standard di efficienza.
Uno dei temi chiave, già affrontato da Rinnovabili, è anche la rinnovata necessità di raffrescamento. In un mondo sempre più caldo, l’uso dei condizionatori sta divenendo intensivo e con esso la domanda elettrica. Basti pensare che l’energia per il raffreddamento degli ambienti ha registrato la crescita più rapida tra tutti gli usi energetici finali negli edifici dal 2000 ad oggi, con un incremento di oltre il 4% annuo. Peccato che la maggior parte degli apparecchi utilizzati sia ancora fortemente inefficiente.
Investimenti e posti di lavoro nell’efficienza energetica
L’Energy Efficiency 2025 stima che gli investimenti globali in efficienza energetica raggiungeranno quasi gli 800 miliardi di dollari quest’anno, pari a un aumento del 6% rispetto al 2024.Per dati precisi sull’occupazione è necessario, invece, fare riferimento allo scorso anno, in cui risultavano quasi 18 milioni gli impiegati nel settore a livello globale. Un settore che in realtà avrebbe “spazio” per un numero di lavoratori ben più elevato ma, come evidenziato anche dal rapporto, persiste una profonda carenza di manodopera e di competenze nell’efficienza energetica.
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