Uffici vuoti o sottoutilizzati? Ecco come mantenere alta l’efficienza energetica

Da Schneider Electric, dieci suggerimenti per gestire al meglio consumi energetici e comfort quando gli edifici sono vuoti (o quasi)

uffici efficienza energetica

10 consigli per risparmiare energia negli uffici semi-vuoti

Anche in questo momento, in Italia e nel mondo, in molte aziende gli spazi per uffici sono utilizzati da un numero inferiore al solito di persone, se non sono del tutto vuoti. La necessità di distanziamento fisico, infatti, continua ad essere affrontata anche con una diffusione molto più ampia del lavoro da remoto, modalità che è consigliata in tutti i casi ove sia possibile.

I facility manager si trovano davanti all’esigenza di gestire in modo efficiente gli edifici di cui si occupano in condizioni certamente diverse dal solito. Sorgono molte domande: come garantire che l’edificio mantenga efficienza anche se è vuoto o quasi? Su quali sistemi si deve intervenire per adattare la gestione alla nuova situazione? E come posso assicurarmi che in futuro si possa tornare senza problemi a un normale livello di utilizzo e operatività?

Per rispondere a queste domande Schneider Electric ha elaborato un elenco di 10 azioni per l’efficienza energetica, la sicurezza e l’affidabilità in uffici occupati da poche persone.

  1. Stabilire il raggio d’azione. In primo luogo, prendere nota degli asset più importanti dei sistemi HVAC e di building automation – condizionatori, ventilatori, boiler…: i componenti chiave che consumeranno energia e serviranno a gestire le condizioni ambientali nell’edificio
  2. Determinare con precisione l’architettura di sistema. Capire quali asset sono connessi al sistema di building management (BMS), quali invece non lo sono e richiedono quindi un controllo manuale. Avendo uan visione completa, è possibile essere esaustivi e compiere i necessari aggiustamenti in modo efficiente
  3. Registrare i cambiamenti apportati, così da non dimenticarsene – prima di apportare modifiche, è essenziale registrare sia le impostazioni previste in condizione di normalità, sia le nuove condizioni. Perdere queste informazioni potrebbe rendere veramente difficile il ritorno alla normalità, creando problemi di benessere per le persone, problemi di performance dei sistemi HVAC, rischi di sicurezza
  4. Tenere in considerazioni le differenze climatiche. Per chi opera gestendo più facility nel mondo, è essenziale rendersi conto che le impostazioni per sistemi di riscaldamento o condizionamento non possono essere le stesse ovunque: sembra ovvio, ma in momenti complessi come questo, è possibile che sfugga qualcosa! 
  5. Sfruttare tutte le occasioni di agire “in profondità”: ad esempio, aumentando la differenza tra le impostazioni tipiche dei giorni in cui normalmente gli uffici sarebbero stati vuoti (es. i weekend) e le impostazioni di utilizzo normale.
  6. Mantenere il comfort per lo staff che comunque resta sul posto: anche in un ufficio vuoto ci saranno persone, come ad esempio gli addetti alla sicurezza o staff che deve occuparsi di manutenzione. Avranno bisogno di comfort ambientale, di luce, ma non useranno determinate aree dell’edificio come sale riunioni, mense etc. E’ quindi importante regolare questi parametri in modo attento.
  7. Prendere in considerazione anche i nuovi livelli di carico BTU: adattare i sistemi HVAC non è semplicemente questione di abbassare di qualche grado la temperatura sui termostati. Si devono tenere in conto anche i minori carichi di BTU che si hanno in un edificio vuoto o semi vuoto (ad esempio il minore calore prodotto dalle persone, dai loro computer…) e il fatto che i sistemi HVAC presenti saranno molto probabilmente progettati per gestire carichi più elevati.
  8. Modificare i sistemi di ventilazione e economizer. Quando un edificio è poco o per niente usato, c’è più flessibilità nei livelli di temperatura da mantenere; pertanto, ad esempio, si può spegnere la ventilazione e affidarsi invece ad un raffrescamento ottenuto con aria esterna, usando gli economizer – questo riduce la domanda di energia.
  9. Tenere sotto controllo l’umidità: se si cambiano le impostazioni di temperatura è bene non dimenticarsi dell’umidità – muffe, umido possono diventare un problema se non si calibrano bene i punti di rugiada all’interno.
  10. Regolare ventole, cappe, frigo, freezer. Le cucine e i laboratori hanno ventilatori e cappe che spesso funzionano 24 ore al giorno, 7 giorni su sette, ma che potrebbero non servire se l’edificio non è usato. Lo stesso vale per frigo e freezer: se non serve conservare cibo, spegnerli è un altro modo per risparmiare energia.

Naturalmente, questa lista offre un insieme di indicazioni base per controllare la situazione e ottenere un livello di efficienza energetica adeguato quando gli edifici restano vuoti – al di là di caratteristiche specifiche che potrebbero creare altre opportunità di risparmio.

Per ulteriori approfondimenti e spunti, Schneider Electric ha creato una guida dedicata che può essere scaricata qui.

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