Eolico offshore senza incentivi? In UK potrebbe ricompensare i cittadini

Un nuovo studio armonizza i risultati della aste eoliche di cinque paesi europeo in base alle loro caratteristiche di progettazione, dimostrando che la produzione offshore può già essere considerata commercialmente competitiva

Eolico offshore senza sussidi
By Barrow_Offshore_wind_turbines.jpg: Andy Dingleyderivative work: Papa Lima Whiskey 2 (talk) – This file was derived from:  Barrow Offshore wind turbines.jpg, CC BY-SA 3.0, Link

Verso un eolico offshore senza incentivi grazie ai CfD

(Rinnovabili.it) – Fino a ieri i grandi progetti di energia rinnovabile, inclusi gli impianti eolici e solari, sono stati finanziati tramite regimi di sostegno governativi. Una misura necessaria per competere con le storiche fonti fossili (e i loro sussidi) ma che ha portato alcuni a lamentarsi delle ricadute sulle bollette dei cittadini. Oggi, il mercato sta cambiando. Tra l’introduzione delle aste competitive, i nuovi contratti PPA e lo sviluppo tecnologico, l’energia pulita ha iniziato lentamente a liberarsi degli aiuti. Un’evoluzione fisiologia che ha raggiunto anche le tecnologie meno mature. Un nuovo studio dell’Imperial College di Londra, pubblicato su Nature Energy (testo in inglese), mostra come si stia facendo spazio in Europa un nuovo eolico offshore senza incentivi. E come in alcuni casi le wind farm marine siano addirittura in grado di rimborsare denaro al Governo.

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La ricerca è nata con l’obiettivo di valutare la possibile competitività dell’eolico offshore senza sussidi su alcuni dei principali mercati del Vecchio Continente. Molti Paesi usano le aste al ribasso per fornire supporto finanziario alle rinnovabili; tuttavia, le differenze nella progettazione di queste gare rendono difficile confrontare i rispettivi risultati. Il team di scienziati ha cercato di superare il gap conoscitivo focalizzandosi sull’eolico marino e sui meccanismi d’asta di 5 Stati del Nord Europa, basati sui contratti per differenza (CfD).

Come funziona questo meccanismo di supporto? Le aziende che vogliono presentare offerte per la realizzazione di parchi eolici nelle aste, dichiarando il prezzo al quale venderanno al governo la futura energia prodotta. Ai vincitori spetta una remunerazione predefinita, il cosiddetto prezzo di esercizio o strike price, garantita per un lungo periodo di tempo. Laddove il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica sia inferiore allo Strike Price, l’impianto riceverà un’integrazione pari alla differenza tra i due. Se è superiore, l’impianto deve invece restituire la differenza al Governo. Questo rimborso finisce direttamente nelle bollette energetiche dei consumatori. 

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Nel Nord Europa oggi si calcola un prezzo medio di riferimento per l’eolico offshore intorno ai 51 euro/MWh in base alle offerete ricevute nel 2019. “Il livello di sovvenzione implicito nei risultati dell’asta dipende dai futuri prezzi dell’energia“, scrivono i ricercatori. “Tuttavia, progetti in Germania e nei Paesi Bassi sono già esenti da sussidi e sembra probabile che nel 2019 il Regno Unito avrà messo all’asta il primo parco eolico offshore al mondo a sovvenzioni negative”.

Lo scorso anno, la Gran Bretagna ha selezionato diversi progetti nell’ambito della sua Allocation Round 3, che saranno consegnati a un prezzo di esercizio di soli 43,59 euro al MWh. Il lavoro del gruppo ha confermato quello che già alcuni esperti di settore avevano sottolineato. Analizzato le probabili tendenze future dei prezzi dell’elettricità, hanno scoperto il prezzo contrattato sarà molto probabilmente inferiore al prezzo all’ingrosso nel Regno Unito nel corso della intera vita di questi parchi.

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