Impianti eolici galleggianti, come realizzare 7 GW in Europa al 2030

Dai primi esperimenti alla dimensione commerciale: la tecnologia flottante cresce ma ha bisogno anche di un aiuto politico

Impianti eolici galleggianti
By Jplourde umaine, Own work, CC BY-SA 4.0, Link

Aumentare di scala l’eolico offshore galleggiante verso la competitività

(Rinnovabili.it) – La tecnologia flottante ha riacceso in Europa la fame per l’eolico offshore anche in Paesi fino a ieri esclusi dalla tavola per condizioni geografiche o economiche. D’altra parte i primi 113 MW di impianti eolici galleggianti realizzati nelle acque europee stanno dando ottimi risultati.

Prestazioni eccezionali, compreso un più elevato fattore di capacità, che fanno ben sperare per il futuro del segmento e della transizione ecologica in generale. Futuro su cui interviene ora l’associazione WindEurope con un nuovo position paper (testo in inglese). Obiettivo? Presentare ai governi nazionali e alle istituzioni europee, quelle che il settore eolico ritiene siano le giuste mosse per accompagnare l’aumento di scala degli aerogeneratori galleggianti.

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L’associazione ritiene che entro il 2050 la tecnologia flottante potrebbero costituire fino a un terzo di tutta la capacità eolica offshore. “Se i governi nazionali rispetteranno in tempo le loro ambizioni e i piani promessi, l’Europa vedrà 7 GW di impianti eolici galleggianti entro il 2030″, scrive WindEurope. La nuova economia di scala potrebbe ridurrebbe il costo dell’energia per questa soluzione a 53-76 euro/MWh (LCOE).

Aste e reti, due elementi irrinunciabili per gli impianti eolici galleggianti

Il Vecchio Continente mantiene la leadership mondiale su questa tecnologia, tuttavia il know-how non basta. Sono necessarie politiche di supporto che ne amplino i vantaggi sociali ed economici.

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Ecco perché l’associazione, in nome dei produttori che rappresenta, chiede oggi a funzionari europei e nazionali di:

  1. Rivedere i piani nazionali per l’energia e il clima (PNIEC) in linea con i maggiori obiettivi climatici ed energetici dell’UE, assegnando specifiche aree di sviluppo agli impianti eolici galleggianti attraverso Piani per lo spazio marittimo;
  2. Stabilire aste specifiche per tecnologia, inclusi orari, frequenza, volumi, criteri di valutazione; combinando queste aste con meccanismi di remunerazione che stabilizzino i ricavi;
  3. Affrontare i costi di finanziamento attraverso istituzioni (es. Banca Europea per gli Investimenti, ecc.) che fungono da garanti per grandi progetti eolici galleggianti assumendosi rischi specifici.
  4. Rendere le connessioni alla rete galleggiante (ad es. sottostazioni eoliche galleggianti, cavi di esportazione dinamici, punti di atterraggio, ecc.) una priorità assoluta per la ricerca e i TSO dell’UE, lavorando su soluzioni che porteranno l’elettricità a terra.
  5. Facilitare l’industrializzazione della catena di approvvigionamento, dei porti e di altre infrastrutture di produzione di massa specifiche per l’eolico flottante.

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