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Voleremo su un aereo ibrido-elettrico? Il test Nasa supera le due ore di volo in quota

Debutta a Farnborough il sistema propulsivo ibrido-elettrico capace di superare i 30.000 piedi: efficienza e risparmio di carburante per la nuova era dei jet regionali

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Voleremo su un aereo ibrido-elettrico? Il test Nasa supera le due ore di volo in quota
Immagine fornita da NASA e GE Aerospace

Aereo con motore ibrido-elettrico, la rivoluzione del trasporto aereo?

Potrebbe essere l’aereo del futuro? Un aereo con motore ibrido-elettrico ha solcato i cieli del Regno Unito ad una quota di 30mila piedi, oltre 9 chilometri. Nato dalla collaborazione tra NASA e GE Aerospace, questo sistema di propulsione è il frutto di una tecnologia progettata per alimentare aerei delle dimensioni di un jet regionale. L’obiettivo è abbattere consumi e costi operativi per le compagnie aeree in tratte internazionali, ma non tra continenti. Il motore è stato montato su un Saab 340B, velivolo che, pur sembrando ordinario dall’esterno, sotto la carlinga ha montato un motore ibrido-elettrico di classe megawatt.

Record d’alta quota e resistenza

Il sistema è stato il primo propulsore ibrido-elettrico a superare la quota di 30.000 piedi e ha stabilito il record di durata per questa tipologia di volo, rimanendo in aria per oltre due ore. I ricercatori – per arrivato a questo risultato – hanno dovuto simulare condizioni estreme fino a 45.000 piedi, quasi 14 km, presso l’Electric Aircraft Testbed della NASA in Ohio, per garantire che il sistema potesse reggere lo stress dei voli commerciali di linea.

Intuizione “impossibile”

Si tratta di avere una visione che nessuno crede possibile e poi di impegnarsi a fondo per realizzarla“, ha commentato Ralph Jansen, ingegnere della NASA. Il progetto, infatti, è il culmine di oltre 15 anni di ricerca, un lungo cammino iniziato quando la propulsione ibrida sembrava poco più che un esercizio da laboratorio di ingegneria aerospaziale.

La vera sfida è stata integrare motori elettrici, turbine a gas e sistemi di accumulo di energia in un pacchetto che fosse abbastanza leggero ed efficiente da non compromettere le prestazioni. Mentre l’industria dei droni ha goduto di un boom grazie alle batterie, scalare questa tecnologia per i grandi aerei passeggeri e cargo ha richiesto una revisione totale dell’ingegneria energetica e termica.

Valore reale per il settore

“Questo risultato riflette ciò che la NASA sa fare meglio nel campo dell’aeronautica: esploriamo possibilità audaci, le convalidiamo attraverso ricerche e test rigorosi e collaboriamo con l’industria per trasformare idee innovative in tecnologie che apportino un valore reale al popolo americano“, ha affermato Laurie Grindle, direttrice della Divisione Aeronautica all’interno della Direzione per la Ricerca e la Tecnologia della NASA,

Pensando ai grandi aerei

I grandi aerei passeggeri e cargo per garantire la massima sicurezza richiedono motori complessi in grado di fornire enormi quantità di energia. Pertanto, più di dieci anni fa, quando la NASA iniziò a considerare i sistemi ibridi, la sola possibilità di utilizzare motori elettrici per integrare parte dell’energia rappresentava una sfida ingegneristica scoraggiante. Sono trascorsi altri sette anni per svolgere ricerche preliminari, collaborando con piccole imprese e altri partner per valutare gli ostacoli tecnologici e la potenziale redditività commerciale dei sistemi ibridi. Durante questo periodo, l’agenzia spaziale americana ha affrontato diverse barriere all’implementazione, tra cui la tecnologia energetica, termica e delle batterie, nonché l’integrazione del sistema di alimentazione, del motore e dell’aeromobile. L’esperimento riuscito fa sperare che in futuro oltre al carburante SAF, sostenibile, ci siano alternative tecnologicamente valide (e sicure) per volare senza produrre inquinamento.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.