Con un contingente massimo di 37,15 GW, di cui 10 GW per il solo fotovoltaico, il DM FER X 2026 apre le porte a una nuova fase per il mercato delle rinnovabili. A breve le regole operative, che daranno il via al countdown per le richieste di prequalifica. Entro 60 giorni pubblicati i coefficienti per zona di mercato

Pubblicato sul sito del MASE il testo del Decreto FER X Definitivo
È decisamente in ritardo ma finalmente vede la luce l’atteso Decreto ministeriale FER X definitivo (o FER X a regime). Il provvedimento, che raccoglie il testimone del FER X provvisorio, è stato pubblicato stamane sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica a valle del via libera della Corte dei Conti.
Il testo mantiene tutte le promesse: prevede un contingente massimo di 37,15 GW di nuova capacità rinnovabile suddivisa tra nuovi impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici e di trattamento di gas residuati dai processi di depurazione; apre a progetti ubicati in altri Stati membri; introduce nuovi requisiti per l’accesso alle aste, aggiorna l’indicizzazione all’inflazione.

Diciassette articoli in tutto più 5 allegati. Compreso quello dei criteri di preselezione alle procedure competitive che fa proprie le indicazioni del Regolamento europeo 2025/1176, ossia attenzione alla cybersicurezza, all’origine dei componenti fotovoltaici ed eolici e all’integrazione nel sistema energetico.
L’impostazione generale
Vediamo da vicino l’impostazione e le principali novità introdotte nel DM FER X a regime. Al pari del DM transitorio, il decreto ministeriale n. 194 del 18 giugno 2026, firmato dal Ministro Gilberto Pichetto Fratin, stabilisce il quadro nazionale per incentivare la produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili con costi di generazione vicini alla competitività di mercato. Sia attraverso un meccanismo ad accesso diretto (per progetti P ≤ 1 MW) che tramite aste al ribasso (P > 1 MW).
Il decreto FER X definitivo conferma anche la doppia modalità di erogazione delle tariffe incentivanti.
Per gli impianti di taglia sotto i 200 kW, il GSE provvede direttamente al ritiro e alla vendita dell’energia prodotta erogando una tariffa omnicomprensiva per un periodo pari a 20 anni.
Per impianti con una potenza ≥200 kW, il GSE confronterà il prezzo di aggiudicazione con il prezzo dell’energia sul Mercato del Giorno Prima e pagherà/richiederà la differenza sulla base del Contratto per Differenza a due vie stipulato con il Soggetto beneficiario. Ovviamente con tutte le differenze del caso: per gli impianti in accesso diretto il prezzo di aggiudicazione verrà definito direttamente dall’ARERA; per i vincitori dell’asta, corrisponderà alla base d’asta decurtata della percentuale di ribasso offerta in gara.
Le norme entreranno ufficialmente in vigore domani, 7 agosto 2026, e manterranno attivi i propri effetti fino al 31 dicembre 2030. Eccezion fatta per gli impianti ad accesso diretto: per questi ultimi l’applicazione termina decorsi 60 giorni dal raggiungimento di un contingente di potenza nazionale pari a 10 GW, qualora questo traguardo venga tagliato prima del 31 dicembre 2030.
Le novità del FER X 2026
All’articolo 6 il definitivo introduce un meccanismo assente nella stessa forma nel transitorio: almeno il 30% del contingente competitivo fotovoltaico + eolico dovrà essere riservato a procedure dedicate con criteri di preselezione – condotta responsabile d’impresa, cybersicurezza, capacità di realizzazione, contributo alla resilienza sull’origine dei componenti – e criteri di aggiudicazione – accumulo/flessibilità, impatto locale, integrazione tra vettori energetici – in linea con quanto definito dell’Unione europea.
Tra i criteri di preselezione all’asta FER X un paragrafo a sé lo meritano ovviamente i requisiti “anti-Cina”. O, per usare le parole del decreto, anti-paesi che possiedano una quota di mercato superiore al 50% dell’approvvigionamento UE per i componenti chiave (o in crescita rapida oltre il 40%).
Per gli impianti fotovoltaici ciò si traduce in tre regole di base:
- Il sistema e i moduli non devono essere realizzati nel paese terzo dominante.
- Le celle fotovoltaiche e gli inverter non deve essere originari di tale paese.
- Almeno un altro componente principale specifico (incluso nella lista dell’Allegato al regolamento UE 2025/1178) non deve provenire da quel paese.
Stavolta tuttavia, i vincoli interesseranno anche l’eolico: le turbine e i gruppi propulsori non potranno essere originari del paese terzo dominante.
Avranno invece un peso per la vittoria dell’asta elementi come la presenza di un sistema di accumulo con una potenza nominale pari ad almeno il 25% della potenza nominale dell’impianto, una localizzazione geografica in linea con le esigenze delle rete e progetti che prevedano l’accoppiamento con reti termiche o produzione di vettori alternativi.
Le tempistiche del FER X definitivo
Il decreto FER X definitivo sarà formalmente in vigore il 7 agosto 2026, dando il via a un concitato conto alla rovescia. Quello per le regole operative del GSE, che il MASE promette saranno pubblicate a breve, anche perché i lavori erano già stati avviati. Da norma dovrebbero vedere la luce entro 60 giorni dalla pubblicazione del DM, previa approvazione del Dicastero tramite decreto direttoriale.
Il via libera farà quindi partire un altro countdown: quello per l’invio delle richieste di qualifica preliminare. Il GSE ha infatti 30 giorni di tempo dalle regole per emanare il primo avviso pubblico.













