Il fotovoltaico della California accende nuovi record

Per tre ore l’11 marzo, quasi metà dell’elettricità consumata nel Golden State è provenuta dal sole, portando il costo del MWh nel mercato all’ingrosso sotto gli zero dollari

Il fotovoltaico della California accende nuovi record

 

(Rinnovabili.it) – È durato solo tre ore, ma tanto è bastato alla California per segnare un record personale e nazionale. Lo scorso 11 marzo dalle 11.00 alle 14.00, il 40 per cento dell’elettricità usata all’interno del Golden State proveniva dal fotovoltaico. Una performance significativa che aumenta se nel conteggio vengono prese in considerazione anche le altre fonti rinnovabili. Solo pochi giorni dopo il mix di fotovoltaico, eolico, geotermico e idroelettrico su piccola scala ha rappresentato, per breve tempo, il 56,7 per cento di tutta l’energia immessa in rete: altro nuovo record.

 

I dati arrivano dalla US Energy Information Administration, il ramo statistiche del Dipartimento di Energia, che a sua volta elabora le informazioni del California Independent System Operator (ISO), il gestore della rete elettrica di gran parte del territorio californiano.

Il merito è tutto delle politiche di solarizzazione avviate in questi anni: i grandi parchi fotovoltaici oggi hanno raggiunto una capacità istallata di ben 9,8 GW. Ma anche i singoli consumatori fanno la loro parte. Le case e le imprese nella zona servita dalla rete ISO ora hanno abbastanza pannelli solari sui tetti da contribuire con altri 5,4 G di potenza aggiuntiva. Un record in fondo non così piccolo per il primo stato degli USA sul fronte delle politiche verdi (leggi qua gli obiettivi rinnovabili della California).

 

Il fotovoltaico della California accende nuovi record

 

I picchi di produzione solare si sono fatti sentire anche sul mercato all’ingrosso dell’energia – la US Energy Information Administration – dove per poche ore i prezzi elettrici sono andati sotto gli zero dollari per MWh. Un prezzo negativo dell’elettricità riflette la disponibilità di un venditore a pagare il consumatore perché faccia uso dell’energia, ma non deve essere inteso come una riduzione delle bollette, che in California rimangono ancora piuttosto alte. E’ segno piuttosto di una crescente esigenza ad investire in impianti più flessibili, oppure di realizzare sistemi di rete, come gli accumulatori su piccola e grande scala per poter rimuovere le congestioni esistenti che determinano un eccesso di produzione (scopri i grandi progetti di energy storage californiani).

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