5 trend della generazione distribuita nei mercati in via di sviluppo

Bloomberg New Energy Finance stila una breve guida sui 5 trend della generazione distribuita da tenere d’occhio nei mercati emergenti e di frontiera.

generazione distribuita

 

(Rinnovabili.it) – I nuovi progetti energetici dei Paesi in via di sviluppo stanno dimostrando che la generazione distribuita, alimentata dalle fonti rinnovabili, rappresenta uno dei migliori investimenti possibili. I progressi raggiunti in questo campo permettono, infatti, di portare l’energia laddove la rete tradizionale è inesistente, inadeguata, o dove è troppo costoso e difficile realizzare nuove connessioni. Queste tecnologie, unitamente ai nuovi modelli di business che le implementano, forniscono anche importanti opportunità economiche nei mercati emergenti come in quelli di frontiera. Bloomberg New Energy Finance ha analizzato tali opportunità e stilato una breve guida sui 5 trend della generazione distribuita da tenere d’occhio.

 

1. Il più grande accordo fotovoltaico stipulato in Africa quest’anno è stato per un impianto offgrid. Un record che è in realtà spie di una tendenza più vasta: tra gennaio e ottobre 2017 i progetti solari su piccola scala hanno rappresentato cinque degli undici più grandi affari conclusi in Africa nel settore solare. Come mai? Per i piccoli impianti, soprattutto se non connessi alla rete, non devono lottare con problemi quali autorizzazioni, grandi finanziamenti, acquisizione dei terreni, ecc…

 

2. L’energia distribuita al di fuori dei Paesi OCSE è un’industria da 40 miliardi di dollari. Per lungo tempo i generatori diesel sono stati la tecnologia di scelta nelle aree rurali prive di rete elettrica, vista la loro economicità. Nel 2015, i paesi in via di sviluppo hanno acquistato e installato circa 600.000 unità, per un totale stimato di 29 GW di capacità. In questo situazione il solare ha ancora un ruolo marginale (meno il 3% della capacità distribuita in questi Paesi) ma un potenziale considerevole in Paesi come Nigeria, Ghana, Costa d’Avorio, Uganda, Ruanda e Senegal.

 

3. L’energia fotovoltaica e i sistemi di stoccaggio stanno dimostrando le loro capacità anche nel settore delle telecomunicazioni. I sistemi energetici ibridi costituiti da pannelli solari, una batteria e un generatore diesel sono il modo più economico per gestire il milione di torri di telecomunicazione esistenti al mondo e prive di forniture elettriche affidabili. Lo dimostra l’accordo siglato tra Orange ed ENGIE per ottimizzare l’approvvigionamento energetico dell’infrastruttura di telecomunicazioni in Senegal, Costa d’Avorio e Camerun. O la giapponese Mitsui che ha investito 9,11 milioni di dollari nella OMC Power, una compagnia elettrica indiana, per supportare la realizzazione di 77 impianti solari che fornissero elettricità alle stazioni base di telecomunicazione precedentemente alimentate a gasolio.

 

4. Cambiano i modelli di business dando vita a partnership inaspettate. Nei mercati di frontiera, raggiungere l’ultimo miglio è cruciale, spiega BNEF. Questo è vero non solo per i rivenditori di energia, ma per qualsiasi impresa commerciale: dalle multinazionali focalizzate su servizi internet o satellitari, alle assicurazioni passando per il settore delle bevande, sono sempre più diverse le realtà che stanno collaborando con aziende del settore solare per beneficiare di nuove opportunità low cost.

 

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5. Sfruttare il potenziale della generazione distribuita nell’agricoltura. Quella che Bloomberg etichetta come “powering agricolture” sembra essere oggi ancora un’opportunità mancata. Uno dei mercati più promettenti è l’India dove la distribuzione di pompe idrauliche ad energia solare è aumentata del 270% nel periodo tra il 2014 e il 2016, anche se resta ancora molto indietro rispetto alle ambizioni ufficiali. In Africa, il settore è ancora meno sviluppato ma anche in questo caso c’è un ampio potenziale di sviluppo che potrebbe acquisire valore soprattutto a livello locale.

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