Da Taiwan il pannello solare facile da smontare, per un riciclo oltre il 96%

L’Industrial Technology Research Institute e United Renewable Energy hanno progettato modulo fotovoltaico che facilita il riciclo di tutti i suoi materiali, compreso il silicio e l’incapsulante

pannello solare facile da smontare
Credits: ITRI

Il pannello solare facile da smontare è stato certificato da TÜV Rheinland

(Rinnovabili.it) – L’ecodesign è uno strumento essenziale dell’economia circolare. Affinché i prodotti siano riciclati completamente in altri beni di valore uguale o superiore, non servono solo efficienti tecnologie di trattamento e recupero. È necessario che il “rifiuto” stesso sia facilmente scomponibile e i materiali di cui è composto, accessibili. Un regola che vale anche per il fotovoltaico. A far progredire l’impegno in questo comparto è oggi un nuovo progetto condotto da un consorzio taiwanese. L’Industrial Technology Research Institute ha collaborato con il produttore di celle solari United Renewable Energy e la San Fang Chemical Industry per progettare un pannello solare facile da smontare. Il modulo soddisfa gli standard internazionali IEC e ha ricevuto in questi giorni la prima certificazione indipendente di elevata sicurezza e affidabilità da TÜV Rheinland.

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Verso un riciclo solare del 100%

Perché realizzare un pannello solare facile da smontare? Perché nonostante i progressi il settore solare non ha ancora chiuso il cerchio, nonostante ad oggi le percentuali di recupero operino il 90%. Il nuovo modulo potrebbe non solo essere completamente riciclato ma i materiali recuperati potrebbero essere re-inseriti a livello industriale.

“ITRI adotta un design circolare per ricostruire i moduli fotovoltaici convenzionali”, spiega Alex YM Peng, vicepresidente esecutivo dell’Istituto. La riprogettazione del modulo è iniziata con un nuovo incapsulante e ha preso in considerazione il ciclo di vita dei connettori elettrici, delle celle e delle staffe dei pannelli. La nuova soluzione incapsulante impiega un doppio strato di EVA/PO termoindurente (etilene-vinil acetato e poliolefine) e di un elastomero termoplastico a protezione della cella. Il doppio strato protegge l’unità solare da eventuali rotture durante lo smantellamento ma può essere facilmente rimosso riscaldandolo.

Secondo il dottor Peng l’approccio consentirebbe un riciclo completo e l’elevata purezza dei wafer di silicio recuperati aumenterebbe notevolmente il valore del materiale, riducendo la necessità di nuove materie prime. Con questa tecnologia, si stima che le emissioni di carbonio dei prodotti fotovoltaici siano ridotte del 50% e oltre. “Questo può rafforzare la competitività dell’industria solare per raggiungere gli obiettivi net zero entro il 2050″, afferma Peng.

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