Spalma Incentivi: da assoRinnovabili nuovo ricorso al TAR

L’associazione coordina una nuova azione giurisdizionale collettiva contro il Decreto Ministeriale 6 novembre 2014

Spalma Incentivi: da assoRinnovabili nuovo ricorso al TAR(Rinnovabili.it) – Si torna a parlare di Spalma incentivi e lo si torna a fare con assoRinnovabili che proprio in questi giorni ha depositato al TAR il ricorso contro il famigerato il Decreto Ministeriale 6 novembre 2014 per chiederne l’annullamento. All’azione legale hanno aderito oltre 800 operatori, un numero elevato ma che, ci fa sapere assoRinnovabili, è destinato a crescere se si considerano anche le aziende rappresentate da Confagricoltura, insieme alla quale è stato promosso il procedimento davanti al Tribunale del Riesame.  “La recente sentenza della Corte Costituzionale Bulgara, che ha annullato una tassa retroattiva del 20% sui ricavi degli impianti fotovoltaici ed eolici, dimostra che la certezza del diritto non può essere stravolta: siamo sicuri che anche la Corte Costituzionale Italiana giungerà alle medesime conclusioni”, scrive l’associazione sul proprio sito web.

 

Ma la misura dello Spalma Incentivi non riguarda solo il comparto fotovoltaico. Il provvedimento, spiega il comparto delle rinnovabili italiane, mette a rischio a partire dal 31 dicembre 2014 anche tutte quelle aziende che oggi beneficiano di incentivi sotto forma di certificati verdi, tariffe onnicomprensive o tariffe premio. A loro – spiega assoRinnovabili – spetta la “scelta” se aderire a un sistema “volontario” che prevede il mantenimento dell’attuale incentivo rimodulato, però, su un periodo più lungo (di 7 anni) o preferire l’impossibilità per 10 anni, a partire dal termine del periodo di incentivazione, di accedere a possibili sistemi di sostegno futuri. “In altre parole – sintetizza Agostino Re Rebaudengo, Presidente di assoRinnovabili – si tratta, come nello Spalma Incentivi obbligatorio, di una norma retroattiva che cambia significativamente le “regole del gioco”, introducendo gravissime penalizzazioni. Non si comprende come possa essere definita una disposizione volontaria!”

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