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Idrogeno verde a basso costo grazie all’Intelligenza Artificiale

Uno studio pubblicato sulla rivista Nature dimostra come l’IA sia in grado di realizzare modelli per produrre idrogeno verde a basso costo.

Idrogeno verde a basso costo grazie all’Intelligenza Artificiale.
Idrogeno verde a basso costo grazie all’Intelligenza Artificiale – Immagine realizzata con IA

Un gruppo di ricercatori della Dhofar University (Oman), dell’University of Fort Hare (Sudafrica) e della Prince Sattam bin Abdulaziz University (Arabia Saudita) ha pubblicato su Scientific Reports (Nature) uno studio che affronta una delle sfide decisive della transizione energetica: produrre idrogeno verde a basso costo. La ricerca propone un modello di ottimizzazione tecnico-economica basato su intelligenza artificiale e blockchain per abbattere i costi di produzione e distribuzione del vettore energetico.

Idrogeno verde a basso costo: il test in sei città australiane

I ricercatori hanno simulato la produzione di idrogeno rinnovabile attraverso sistemi ibridi fotovoltaico-eolico connessi a elettrolizzatori e serbatoi di stoccaggio, applicando i modelli a sei città australiane: Adelaide, Perth, Hobart, Melbourne, Brisbane e Sydney. Le configurazioni hanno dimostrato la possibilità di ottenere un costo livellato dell’idrogeno (LCOH) estremamente competitivo: Perth ha registrato i valori migliori, con soli 0,582 dollari al chilo e una produzione mensile di 200-250 kg di idrogeno interamente da fonti rinnovabili.

Intelligenza artificiale e blockchain per la gestione dinamica

La vera innovazione dello studio è l’integrazione di algoritmi bio-ispirati, come il Mayfly Algorithm e il Gray Wolf Optimizer, con sistemi di prezzi dinamici basati su blockchain. Queste soluzioni permettono di ottimizzare in tempo reale la produzione e la distribuzione di energia, adattandosi a variazioni di domanda fino al ±15%. In questo modo, l’uso dell’intelligenza artificiale ha portato a una riduzione dei costi tra l’8 e il 12%, garantendo maggiore stabilità anche in condizioni climatiche variabili e in mercati caratterizzati da domanda fluttuante.

Perth hub ideale per l’idrogeno rinnovabile

Lo studio individua Perth come il luogo più favorevole per sviluppare l’idrogeno verde a basso costo. La città gode di un’elevata radiazione solare, che raggiunge in media 6,2 kWh/m² al giorno, e di venti costanti che garantiscono continuità nella produzione.

Al contrario, Hobart e Melbourne registrano costi fino al 30% più alti a causa della minore disponibilità di sole e di una stagionalità meno favorevole. Brisbane, pur avendo molto sole, dispone di venti deboli e quindi necessita di un’integrazione maggiore con sistemi fotovoltaici. Sydney, invece, è penalizzata dalla forte urbanizzazione: qui lo spazio disponibile e la complessità della rete riducono i margini di ottimizzazione.

Perth emerge quindi come hub ideale perché unisce abbondanza di risorse naturali, costi contenuti e maggiore stabilità nei risultati.

Una strategia per l’idrogeno verde a basso costo

Lo studio evidenzia che, grazie all’integrazione di AI e blockchain, le infrastrutture per l’idrogeno possono garantire costi stabili e prevedibili, con la possibilità di raggiungere i 2,10 dollari/kg entro il 2030.

Oltre al vantaggio economico, il modello consente un approccio 100% rinnovabile, con una significativa riduzione delle emissioni di CO₂ rispetto alle tecnologie basate su combustibili fossili. La ricerca suggerisce inoltre che l’impiego di materiali avanzati (come turbine verticali a perovskite) e piattaforme offshore dedicate all’export potrebbero rafforzare ulteriormente la competitività dell’idrogeno verde australiano.

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About Author / Alessandro Petrone

Giornalista da oltre 20 anni, nel corso della sua carriera si è occupato di politica, economia, attualità e costume. È stato Caporedattore e Direttore Responsabile per una Casa Editrice che pubblica magazine generalisti in Italia, Germania, USA e Cina. Ha scritto e collaborato con aziende e media che si occupano di automotive, con particolare attenzione ai temi della mobilità sostenibile. Si è avvicinato al mondo dell’energia lavorando come ufficio stampa per multinazionali del settore. Da allora, si occupa assiduamente di temi legati alla transizione energetica, soprattutto nel settore automotive, e alle energie rinnovabili, scrivendo per La Repubblica, AdnKronos, 9 Colonne, The Post International. È altresì appassionato di tecnologia, informatica, fotografia e cucina con un passato da attivista LGBTQIA+.