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Connessioni, le opportunità e i rischi della nuova normativa

Le nuove strategie per lo sviluppo degli impianti alla luce delle norme sulle connessioni del Dl Salva Bollette

connessioni, le opportunità e i rischi della nuova normativa

Con l’Articolo 7 del Decreto Legge 20 Febbraio 2026 n. 21 sono state approvate le nuove norme che regolano la connessione degli impianti a fonte rinnovabile e dei sistemi di accumulo alla rete elettrica, con esclusione degli impianti offshore.

La riforma è in linea con i principi espressi dalla Commissione Europea che, nel recente documento di dicembre (cd. “Grids Package”), ha evidenziato come sia inefficiente assegnare le connessioni sulla base di criteri meramente cronologici e sia invece necessario attribuirle prioritariamente a chi è nella condizione di utilizzare per primo le infrastrutture di rete, perché ha già ottenuto le autorizzazioni ed è in condizione di iniziare i lavori. Il criterio determinante, secondo la Commissione, dovrebbe essere “first ready, first served” ed è in questo contesto che si muove la riforma delle connessioni.

Tutte le connessioni in alta tensione dovranno considerarsi temporanee e non definitivamente assegnate, sino a che i progetti cui si riferiscono non saranno abilitati o autorizzati. Ogni connessione, presente o futura, relativa a progetti in alta tensione non ancora autorizzati potrebbe dunque perdere efficacia se i progetti concorrenti sullo stesso punto di connessione otterranno prima l’autorizzazione.

Il gestore della rete di trasmissione nazionale, senza attendere i provvedimenti attuativi di ARERA, potrà rilasciare da subito soluzioni di connessione in eccesso rispetto alla capacità massima accoglibile su un determinato punto. Questo costituisce per molti operatori un’occasione per rivalutare progetti abbandonati che potrebbero oggi ottenere connessioni più favorevoli rispetto a quelle assegnate in precedenza, avvalendosi della possibilità di accedere a punti già virtualmente saturi.

Tale soluzione appare tuttavia percorribile nella misura in cui si possa confidare in iter autorizzativi più rapidi rispetto a quelli dei progetti concorrenti sul medesimo punto di connessione. Con l’aggiunta di progetti in sovracapacità si creerà inevitabilmente una competizione nella quale l’aggiudicazione definitiva della capacità di rete spetterà ai progetti che per primi otterranno il titolo abilitativo o autorizzativo. La competizione sarà parzialmente mitigata dal fatto che, con l’adozione della nuova regolamentazione di dettaglio da parte di ARERA, decadranno tutte le connessioni esistenti in alta tensione, salvo quelle riferite a progetti già autorizzati o almeno validati dal gestore della rete di trasmissione nazionale. ARERA dovrebbe adottare la nuova regolamentazione entro sei mesi, ma non è certo che tale termine venga rispettato.

Considerato il breve termine per ottenere la validazione da parte di Terna S.p.A., i titolari dei progetti in corso dovranno valutare l’opportunità di porre in essere tutte le azioni necessarie per sollecitare la validazione nei tempi previsti e per assicurare che le aziende capofila procedano tempestivamente agli adempimenti di loro competenza, evidenziando i possibili danni derivanti dai ritardi.

Resta un tema per le nuove soluzioni di connessione rilasciate nel periodo transitorio da oggi, fino all’adozione della normativa ARERA: le connessioni rilasciate nei prossimi mesi rischiano di non essere confermate, considerata la difficoltà di ottenere validazione e autorizzazione in tempi estremamente brevi.

Va inoltre tenuto presente che la connessione non può dirsi definitivamente confermata neppure per le soluzioni salvaguardate in quanto titolari della validazione del progetto di rete, ma non dell’autorizzazione. Esse diverranno definitive solo dopo il conseguimento del titolo autorizzativo e solo se, in quel momento, la capacità di rete non sarà già stata saturata da altri progetti autorizzati in precedenza sullo stesso punto.

Anche per le procedure autorizzative sarà dunque opportuno che i promotori attivino tutti gli strumenti disponibili per garantire la massima celerità dell’istruttoria e la salvaguardia al momento dell’approvazione delle norme di ARERA per la intervenuta validazione del progetto non implica anche salvaguardia in caso di ritardi della procedura autorizzativa che facciano nel frattempo esaurire la capacità disponibile.

Un’opportunità positiva che potrà essere esplorata con Terna, per le connessioni salvaguardate, riguarda la possibile riduzione dei tempi di connessione, ove sussistano i presupposti tecnici. Alla luce della possibilità di connessioni in sovracapacità e della possibile decadenza di molte connessioni, in alcuni casi potrebbero non essere più necessari determinati potenziamenti delle linee esistenti, con conseguente potenziale riduzione dei tempi.

Cosa accade a coloro per i quali decadono le connessioni e a chi presenterà nuove richieste dopo le norme attuative di ARERA?

A regime, le connessioni in alta tensione saranno assegnate tramite procedure trasparenti e non discriminatorie. La capacità di rete sarà attribuita a titolo temporaneo agli impianti non ancora autorizzati e a titolo definitivo solo dopo l’ottenimento dell’autorizzazione. È probabile che vengano previsti periodi determinati per la presentazione delle domande concorrenti su specifici punti della rete, ai fini della selezione comparativa per l’aggiudicazione delle connessioni.

Le connessioni assegnate in modo non definitivo potranno essere rilasciate  anche in sovracapacità. Resterà dunque il rischio che la connessione non divenga definitiva qualora altri progetti ottengano prima l’autorizzazione saturando la capacità disponibile. Resterà quindi centrale, nella valutazione della qualità di un progetto, anche nella normativa a regime, la capacità dello stesso di conseguire rapidamente validazione e autorizzazione.

Le nuove modalità di autorizzazione delle infrastrutture della rete di trasmissione nazionale

Le nuove domande di autorizzazione, come è già previsto oggi, non potranno essere presentate senza aver ottenuto la connessione. Per gli impianti che abbiano avviato il procedimento autorizzativo senza validazione e che vedano decadere la connessione, però la procedura non sarà archiviata ma sospesa. I termini riprenderanno a decorrere solo dopo l’ottenimento di una nuova soluzione di connessione, restando valide le attività istruttorie già svolte per quanto non attiene alla connessione.

Le nuove norme prevedono che gli interventi di sviluppo e potenziamento della rete di trasmissione nazionale per impianti FER e sistemi di accumulo siano autorizzati dal gestore della rete con autorizzazione unica statale, o con le procedure semplificate. I promotori degli impianti potranno autorizzare direttamente le opere di rete solo se relative a impianti con progetti di rete già validati e con procedimento autorizzativo già avviato.

Restano tuttavia alcuni profili interpretativi. La norma non stabilisce espressamente termini di efficacia del passaggio delle procedure a Terna. Potrebbe quindi essere interpretata nel senso che tutte le procedure non validate o non avviate già alla data del 21 Febbraio 2026 debbano passare  a Terna.

Se così fosse, sorgerebbe però una incongruenza per i progetti con connessione salvaguardata alla data di approvazione delle norme di ARERA,  ma non ancora validati alla data del 21 Febbraio 2026, quando sono entrate in vigore le nuove norme. La soluzione più ragionevole, in un’interpretazione sistematica, dovrebbe essere quella di consentire al promotore dell’impianto, la prosecuzione dell’iter autorizzativo delle opere di rete per tutti i progetti che, alla data di entrata in vigore delle norme ARERA, risultino avere connessione salvaguardata, anche se alla data del 21 Febbraio 2026 il progetto della connessione non risultava validato.

Ulteriore tema riguarda le varianti progettuali in caso di nuova connessione. Il nuovo punto di connessione potrà richiedere un diverso tracciato di linea, e allo stato non sono previste procedure speciali per tali varianti, che dovranno seguire le regole ordinarie.

Gli effetti della riforma sugli impianti connessi alla rete di distribuzione

La riforma si rivolge principalmente alle connessioni in alta tensione, ma alcune previsioni si applicano anche alla media e bassa tensione.

I gestori delle reti di distribuzione possono rilasciare soluzioni di connessione anche in eccesso rispetto alla capacità disponibile. Non sono ancora state chiarite le modalità operative, ma la norma potrebbe consentire la riattivazione di progetti abbandonati o il rilascio di connessioni provvisorie. È ragionevole ritenere che anche sulle reti di distribuzione l’assegnazione definitiva della capacità avverrà solo al momento del rilascio del titolo autorizzativo e nei limiti della capacità residua.

Con l’adozione delle norme di attuazione da parte di ARERA, i gestori delle reti di distribuzione potranno rilasciare connessioni in bassa tensione anche prima della realizzazione degli interventi necessari sulle reti di alta e altissima tensione, attribuendo di fatto una priorità agli impianti in bassa tensione.

La previsione del passaggio a Terna delle procedure autorizzative per le infrastrutture in alta tensione dovrebbe ragionevolmente  applicarsi anche agli impianti connessi alla rete di distribuzione che richiedano interventi sulla rete di trasmissione. Se tale interpretazione sarà confermata, molti impianti potranno alleggerire la propria procedura autorizzativa, mantenendo solo quella relativa all’impianto e delegando a Terna quella per le opere di rete in alta tensione.

Conclusioni

La riforma segna un cambio di paradigma nel sistema delle connessioni, spostando l’asse dal criterio cronologico a quello dell’effettiva prontezza autorizzativa. Ne deriva un contesto più competitivo, nel quale la rapidità e l’efficienza dei procedimenti di validazione e autorizzazione diventano elementi decisivi per la bancabilità e la solidità dei progetti. Accanto ai rischi di decadenza e di incertezza nel periodo transitorio, emergono tuttavia nuove opportunità: dalla possibilità di accedere a punti in sovracapacità, alla potenziale riduzione dei tempi di connessione, fino alla razionalizzazione delle procedure autorizzative delle opere di rete. 

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About Author / Emilio Sani

Emilio Sani è un avvocato italiano con oltre 25 anni di esperienza in diritto amministrativo, regolatorio e contrattuale, con particolare focus sui settori energia e ambiente. È socio fondatore e senior partner dello Studio Legale Sani Zangrando, con sedi a Milano e Roma. Assiste produttori di energia, utility, fondi di investimento e imprese industriali nello sviluppo di progetti energetici e nella gestione dei profili regolatori e contenziosi. Ha seguito la realizzazione di oltre 2.000 MW di impianti da fonti rinnovabili e contribuito alla definizione di modelli contrattuali e assetti regolatori per autoconsumo e comunità energetiche. Vanta una solida esperienza nel contenzioso amministrativo, in particolare davanti al TAR Lazio, e nella strutturazione contrattuale di grandi infrastrutture industriali.